lunedì 29 giugno 2015

L’origine del Tanabata. L’amore infelice tra Altair e Vega

Così come esiste il  Qixi Festival, il San Valentino cinese, che si festeggia il settimo giorno del settimo mese del calendario locale, non molti sanno, però, che anche in Giappone vi è una festa molto simile denominata Tanabata, celebrata proprio il 7 luglio (o il 7 agosto, a seconda del modo in cui le varie regioni hanno adottato il calendario gregoriano): una festa che prevede di illuminare le strade con lampade di carta, di sfilare con speciali kimono sempre di carta, di creare tutta una serie di grandi decorazioni, di indire concorsi di bellezza.



Ma questa usanza deriva da una leggenda molto antica, di derivazione cinese. Protagonista ne è Orihime, la giovane figlia del dio del cielo Tentei, che viveva con lui sulle sponde del Fiume Celeste, ovvero della Via Lattea. La ragazza, che altro non era che l’incarnazione della stella Vega, passava tutto il suo tempo a cucire e rammendare le vesti degli dei, non trovando mai tempo per sé; per questo suo padre fu mosso a compassione e decise di darla in sposa ad un altro grande lavoratore, Hikoboshi (incarnazione della stella Altair), che faceva pascolare i buoi sulle sponde del fiume.



I due si innamorarono in maniera così dirompente che, pur di star sempre assieme, iniziarono a trascurare i loro doveri, con gli dei che rimasero presto senza abiti e i buoi che vagavano liberi per il cielo. Tentei, furioso, dovette intervenire e decise di separare i due amanti, ponendoli ognuno su una sponda diversa del Fiume Celeste, costringendoli così a tornare ai loro doveri.
La figlia era però ovviamente disperata e piangeva ininterrottamente; così il padre fu di nuovo mosso a compassione e decise di permettere l’incontro tra i due, ma solo una volta all’anno: perciò il settimo giorno del settimo mese uno stormo di gazze ladre giunge e, con le sue ali, forma un ponte per permettere a Orihime di attraversare il fiume e incontrare di nuovo Hikoboshi. D’altronde, il legame tra Altair e Vega è evidente, soprattutto nel periodo estivo, a qualsiasi osservatore della volta celeste, dato che le due stelle formano, con Deneb, i vertici del cosiddetto Triangolo estivo che è attraversato proprio dalla Via Lattea.


Mi dicono che:
«L'amore si scopre soltanto amando.»
P. Coelho

赤い糸 (akai ito)

La leggenda del filo rosso 赤い糸 (akai ito) del destino, è una credenza molto diffusa in Giappone, che si rifà a un’antica leggenda cinese. La leggenda narra che ognuno di noi nasce con un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci lega indissolubilmente alla persona cui siamo destinati: il grande amore, per noi occidentali la nostra anima gemella. Le due persone così unite, sono destinate a incontrarsi, non importa il tempo che dovrà passare, le circostanze o le distanze che le separano. Perché, il filo rosso, sarà lunghissimo e fortissimo e non si spezzerà mai. Sarà lo stesso destino a tenerlo saldo e unito finché esse non s’incontreranno. Durante la Dinastia Tang, un tale di nome Wei, i cui genitori erano morti quand’era molto giovane cercò per tanto tempo una donna da sposare e con cui creare una famiglia, ma non ci riuscì. Una sera, arrivò nella città di Song e in una locanda un uomo gli disse che la figlia del governatore sarebbe stata la donna giusta. L’indomani mattina, Wei incontrò sui gradini di un tempio un vecchio che leggeva un libro in una lingua incomprensibile e gli chiese cosa fosse. Il vecchio rispose che lui veniva dall’aldilà e che era lì per occuparsi delle faccende umane, soprattutto dei matrimoni. Disse a Wei che la sua anima gemella aveva solo tre anni ora e che avrebbe dovuto aspettare quattordici anni prima di incontrarla e averla tutta per sé. Così Wei, curioso, si fece accompagnare al mercato per vedere la sua futura sposa. Deluso dalla povertà in cui viveva la bambina, decise di ucciderla per essere sicuro di poter scegliere lui chi sposare. Mandò quindi un suo servitore ad accoltellarla e quando quello tornò, gli disse che l’aveva colpita in mezzo agli occhi. Wei proseguì più tranquillo la sua vita, dimenticandosi di quella storia. Trascorsero quattordici anni senza riuscire però a trovare una sposa adatta a lui. Ormai viveva nella città di Shangzhou, benestante, e il governatore di quella città gli offrì in sposa sua figlia. Finalmente Wei ebbe una moglie e incuriosito da una pezza che le copriva la fronte, le chiese dove si fosse procurata quella cicatrice. Lei rispose che all'età di tre anni un uomo cercò di ucciderla al mercato. Così Wei rivelò tutta la verità e capì che quel vecchietto del tempio aveva ragione: sin dalla nascita siamo destinati a qualcuno e che niente e nessuno può rompere quel legame.

La leggenda dell'onda e del mare

Un giorno l’onda chiese al mare: – mi vuoi bene?.
Ed il mare le rispose: – Il mio bene è così forte che ogni volta che t’ allontani verso la terra io ti tiro indietro per riprenderti tra le mie braccia. Senza te la mia vita sarebbe insignificante. Sarei un mare piatto, senza emozione. Tu sei l’ essenza del mio esistere.
L’onda fu felice. Tra le braccia del mare. Facendo finta, ogni volta di volare via, per dare quel senso di precarietà alle cose, per renderle preziose. Ed ogni volta il mare la riprendeva, con le sue braccia grandi, per riportarla a sé.Raccontano che una notte la luna illuminava il mondo, e l’onda bianca lentamente, in un ballo infinito, scivolava tra un prendersi e un lasciarsi, col mare che stendeva le braccia per poi ritirarle, facendo finta a volte di non poterlo fare, perché l’onda potesse assaporare anch’ essa quella precarietà che rende le cose preziose.L’onda ed il mare sono ancora lì, nel gioco infinito delle emozioni. E fanno finta che sarà l’ultima volta che l’onda partirà verso la terra, per non tornare più, ma poi, alla fine, è più forte su tutto il bisogno di riprendersi. Nel sogno di un bene senza fine.
- T. Kospan

lunedì 22 giugno 2015

I miei 30 anni

«Io mi diverto ad avere trent’anni, io me li bevo come un liquore i trent’anni: non li appassisco in una precoce vecchiaia ciclostilata su carta carbone. Ascoltami, Cernam, White, Bean, Armstrong, Gordon, Chaffee: sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è incominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi, finalmente, a trent’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei, siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi. Siamo un campo di grano maturo, a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. È viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più, si pensa e si capisce come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui siamo saliti, la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e in avanti, a meditare sulla nostra fortuna: e allora com’è che in voi non è così? Com’è che sembrate i miei padri schiacciati di paure, di tedio, di calvizie? Ma cosa v’hanno fatto, cosa vi siete fatti? A quale prezzo pagate la Luna? La Luna costa cara, lo so. Costa cara a ciascuno di noi: ma nessun prezzo vale quel campo di grano, nessun prezzo vale quella cima di monte.Se lo valesse, sarebbe inutile andar sulla Luna: tanto varrebbe restarcene qui. Svegliatevi dunque, smettetela d’essere così razionali, ubbidienti, rugosi! Smettetela di perder capelli, di intristire nella vostra uguaglianza! Stracciatela la carta carbone. Ridete, piangete, sbagliate. Prendetelo a pugni quel Burocrate che guarda il cronometro. Ve lo dico con umilità, con affetto, perché vi stimo, perché vi vedo migliori di me e vorrei che foste molto migliori di me. Molto: non così poco. O è ormai troppo tardi? O il Sistema vi ha già piegato, inghiottito? Sì, dev’esser così»
 Oriana Fallaci
Se il Sole Muore


martedì 16 giugno 2015

Come ti vedi tra un anno

Giochiamo ad un gioco: come ti vedi tra un anno? E cerchiamo di risponderci con onestà.

Quadro oggettivo: mi vedo viva e con un anno in più. Mi vedo con i capelli un po' piú lunghi forse raccolti durante la seduta di dottorato. Mi vedo con gli occhi lucidi ed emozionati per un traguardo raggiunto  dopo sudore e sacrificio. Quante lacrime su quelle pagine, quanta ansia e quanta angoscia dovute alla mania di perfezione ormai dettata dalla ricerca stessa. Mi vedo con Massimo il Confessore accanto a me, con i miei genitori uniti per il loro amore trentennale e con mio fratello raggiante come non mai perché felice della sua vita con sua moglie. Mi vedo profumata di vaniglia e cocco, per la dolcezza delle mie espressioni, domata e tranquilla con quel sorriso che mi scoppia dentro. Mi vedo serena e tranquilla pronta ad una sfida che la vita mi riserverà.

Quadro soggettivo: vorrei vedermi innamorata persa dell'uomo della mia vita, che coglie l'occasione della seduta di dottorato per portarmi al cinema. Si al cinema, in cui una sala è stata prenotata solo per noi ed io ignara di tutto. "Vediamo un film d'epoca restaurato, Sabrina". Ma certo che sí, perché perderlo?. "Ma la sala è vuota". "Tranquilla ti vado a prendere i popcorn così vediamo il film." Esce e mentre io penso a come sono fortunata, sullo schermo appare la nostra storia d'amore, e lí inizio a commuovermi. "Sei la donna che vorrei accanto a me per il resto della vita, vuoi sposarmi ed essere la madre dei miei figli?". Quell'uomo che mi è stato affianco nelle intemperie della mia vita,mi vuole nella sua vita, sempre; quell'uomo che è capace di capire tutti i miei pensieri pur non esprimendoli a parole, è il mio uomo. "Certo che si!". "Bene allora tra sei mesi ci sposiamo". Ecco che le paure mi assalgono: "scusa perché proprio io, perché vuoi sposare me?"; "perchè non posso perdere l'occasione della mia vita di essere felice, perché se penso di essere separati da te per tutto il resto della mia vita, mi condannerei all'incompletezza. Tu non sai che cosa mi succede quando non sorridi, non sai cosa mi accade quando ti vedo soffrire a causa del tuo corpo, che ritieni malandato in dotazione. Ho scelto di andarmene e ho sbagliato, ho scelto di non innamorarmi di te ed ho fallito, non riesco a fare a meno di come mi fai sentire". Il pianto mi consente di baciarlo appassionatamente e proprio in quel momento concepiamo il frutto di quell'amore che non pensavamo di provare l'uno per l'altra.


Non accadrà nulla di tutto questo, ma immaginarsi una vita diversa e augurarsi il meglio nei tempi bui non fa mai male. 

Mi dicono che:
"Vivere e sentire sono due cose diverse, così come il coraggio e l'onestá"
V. S.

domenica 14 giugno 2015

ABC dell'Università: Le parole per orientarsi con la A

Accesso Libero: Non sono previsti test selettivi per l'immatricolazione;

Accesso Programmato: Bisogna superare il test di ingresso per immatricolarsi

Anno Accademico: periodo in cui si svolgono tutte le attività didattiche universitarie (lezioni, esami, tesi). È strutturato in due semestri nei quali vengono tenuti gli insegnamenti e si sostengono gli esami. Le lezioni hanno inizio nel mese di settembre-ottobre e terminano a maggio-giugno. Ogni Ateneo tende a decidere in autonomia il calendario del proprio anno accademico.

Appello: Giorno stabilito in cui è possibile sostenere gli esami universitari.

Associazioni Studentesche: associazioni di studenti riconosciute dall'Ateneo aventi un importante ruolo di aggregazione e coinvolgimento. Le Università  finanziano di solito con appositi contributi le iniziative di carattere ricreativo, formativo e culturale promosse dalle associazioni. 

Ateneo: Università.

Attività Formative: insieme degli insegnamenti e delle attività pratiche di laboratorio, esercitazioni e tirocini che costituiscono il piano di studio di ogni studente. A ciascuna attività viene assegnato un numero di crediti formativi e nel caso degli insegnamenti anche una votazione


Mi dicono che:
“Cosa cerchi?”
“Cerco un attimo che valga una vita”.
Casanova

venerdì 12 giugno 2015

Ti aiuto io ad imparare!

Chi aveva tutta questa voglia di studiare da ragazzo? 



Chi voleva farsi una cultura a 15 anni? 
Chi sa tutto il programma proprio alla vigilia dell'esame di maturità?

Bhé sfido chiunque a rispondere positivamente alle domande sovrapposte. Ma noi di Mi dicono che possiamo aiutarvi!

Professori di ogni materia sono pronti ad aiutarvi e a darvi suggerimenti per i percorsi interdisciplinari, non mancheranno schemi, mappe concettuali, non mancheranno metodi alternativi e giochi interattivi.  

Ci state pensando? Vi piace l'idea e non sapete come e cosa fare?

 Non vi preoccupate, non è nulla di complicato: ogni settimana avrete un post di questa rubrica #TiAiutoIoAdImparare con suggerimenti di ogni sorta per tua formazione. Se non trovi quello che cerchi puoi richiederlo, qui sul blog e sulla pagina facebook. Non temere avrai tutto l'aiuto che ti occorre!




Mi dicono che
"Forse non è a scuola che impariamo per la vita, ma lungo la strada di scuola".
Heinrich Böll, Cosa faremo di questo ragazzo?, 1981

mercoledì 3 giugno 2015

Storia di un uomo che non credeva nell'amore

"Bambina non ti affezionare, potresti trovare in me una droga di cui non puoi farne a meno. 
Non pensare al domani, pensa ad oggi e vedrai che aprirai molto di più la tua mente. Devi sapere che la questione è molto semplice: il troione è passato di moda, ora arriva il momento della brava ragazza perché è più avvicinabile, è come un buon usato a km 0. Vuoi una famiglia, dei figli, ma ti rendi conto che dovrei rinunciare ad una parte di me per cosa? cose che non mi interessano?

Mi piace molto vederti ragionare dei tuoi massimi sistemi, credi di avere la verità in tasca a causa delle tue pure convinzioni, nascondi dietro quel rotolino di pancia quella vita sedentaria fatta di libri e di filosofia. Non hai idea di quanto sei sexy quando arricci il naso e sorridi come una bambina quando sei in imbarazzo. Io non sono il tuo lui, io non sono la tua scelta, sono soltanto un uomo arrapato che non vede l'ora di fissare un'altra tacca sulla sua cintura.

Bambina  non credere che siamo tutti uguali, per la maggior parte stronzi ma non uguali. Tutti noi vorremmo una moglie come te capace di cucinare i migliori piatti e pronta a chinarti sotto il tavolo solo per darci piacere, tutti noi vorremmo una madre per i nostri figli come te, dolce ma autorevole, pronta a soccorrere l'altro sempre e comunque. Ma tipi come me non possono darti altro se non la prestazione di notti (e che notti) consecutive.

Non crederci quando ti diciamo che ti amiamo, non è vero perché non siamo capaci più d'amare. Siamo stati feriti quando credevamo nell'amore, non abbiamo incontrato te, spettacolo disumano. Quando avevamo la possibilità di fare quel passo più lungo della gamba non c'eri tu, non esistevi.

Ti ringrazio bambina, perché non ti sei concessa alla mia seduzione e hai provato a farmi cambiare idea. Non ci sei riuscita e ti rammarichi per questo: non ti preoccupare io sto bene, sono completo così come sono. Ma consentimi un suggerimento: non ti donare più, non pensare più a chi ti ha fatto soffrire, ma inizia ad essere consapevole di quanto sei spettacolare. Scegli tu, non ti far scegliere. Fatti sorprendere da quanti ti notano in mezzo ad una folla anonima, perché sappi che non passi inosservata anche nella tua semplicità.

Io porto il rifiuto a casa e penserò a quella bambina stronzetta che ha scardinato tutti i miei tentativi di abbordaggio. Sei stata furba e sagace, ma bambina mia  come avrei potuto resistere al fascino dell'impossibile? 

Sono un uomo che non crede nell'amore, non ho intenzione di cambiare perché so che il tuo amore non lo avrò mai"


Mi dicono che
“Le persone cambiano e col tempo non si corrispondono più. Per rimanere insieme bisogna avere la forza e la pazienza di cambiare insieme."