giovedì 24 settembre 2015

Le giornate d'autore della Dark Zone


Partecipiamo alla giornata d'autore della Dark Zone (il cui gruppo Facebook lo troverete qui) con l'intervista dell'autrice Antonella Maggio del libro Un'estate a Rimini per innamorarsi

Sinossi del libro:
La Puglia è tremendamente bella con i suoi alberi d’ulivo secolari, le spiagge incantevoli di tutto il litorale adriatico e la buona cucina, ma all'improvviso troppo stretta e triste per chi, come Vito e Camilla, ha deciso di lasciare definitivamente il passato alle spalle. Lui, dopo aver chiuso con la sua ex, deve fare i conti con un dolore che supera di gran lunga la classica fine di una relazione e Rimini è il posto ideale dove ricominciare da zero come Chef tra i fornelli del Sun Marina Sun. Lei, insofferente alla sua famiglia dalla mentalità antica e bigotta, abbandona tutti, compreso il suo futuro sposo sull'altare e scappa via facendo l’autostop. Vito e Camilla. Stessa automobile e stessa meta, due dolori diversi da metabolizzare, un’estate a Rimini per ricominciare e non innamorarsi mai più… 

 La parola all'autrice:

1. Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro? 

Amo definire il mio libro una storia da leggere sotto l’ombrellone e non me ne vergogno. Si tratta di un romance leggero, fresco e divertente, ideale per trascorrere qualche ora spensierata in compagnia di un buon libro. Ecco perché andrebbe letto, lo consiglio a chi cerca nella lettura, un momento di evasione, un’emozione o semplicemente un sorriso. E poi è ambientato in Italia, tra la Puglia e la Riviera Romagnola, ci sono i mondiali di calcio, le spiagge, il buon cibo e le canzoni italiane che hanno caratterizzato l’estate 2014. 

2. Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

L’innovazione sta nel fatto che ho ambientato la mia storia in Italia, forse si tratta di una novità personale giacché ho l’abitudine di volare con la fantasia e far viaggiare i personaggi dei miei libri al posto mio. La mia storia rispetta poi tutti i canoni del genere rosa, con l’aggiunta magari di qualche tema importante che, come sempre, cerco di affrontare in maniera ironica o soft.  

3. Che cosa ti ha spinta a scrivere?

Per quanto riguarda questo romanzo, ho trascorso la maggior parte dell’estate scorsa, quella del 2014, a casa, in ripresa dopo un intervento e Vito e Camilla sono stati la mia ancora di salvezza, la mia distrazione, un modo come un altro per impiegare il mio eccessivo tempo libero. Inoltre si è trattato di un vero e proprio esperimento in quanto, prima di questo romance, avevo scritto sempre e solo roba fantasy. 

4. Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

Le mie fonti di ispirazione sono state due canzoni di Francesco Renga. “Il mio giorno più bello nel mondo” e “Vivendo adesso”. A queste due si sono poi aggiunte altre canzoni, tutte rigorosamente italiane (perché quelle estere non mi attirano molto) ed è nata la storia. All’inizio il protagonista era solo uno, Vito, un ragazzo leccese di trentaquattro anni che aveva l’arduo compito di dimostrare a noi donne che, dopo la fine di un rapporto, anche gli uomini possono soffrire e provare dolore per una perdita. Camilla è giunta dopo e come un uragano ha stravolto tutta la storia, oltre che l’esistenza di Vito.

5. Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

Ho la fortuna/sfortuna di non lavorare e avere quindi molto tempo libero da dedicare alla scrittura. Sarebbe fantastico trasformare la mia passione in lavoro, ma come ben sappiamo, in Italia tutto ciò è molto complesso (quasi impossibile). Nella mia testa ci sono sempre tante idee, mille storie e migliaia di personaggi che quasi mi minacciano per venir fuori e approdare su una pagina word. Con il tempo ho imparato a dare delle priorità ad alcune storie piuttosto che ad altre, ragion per cui organizzo sempre tutto per non perdere l’idea, anche se in corso di scrittura, non vi nascondo che la storia spesso cambia e che le improvvisazioni arricchiscono e donano quasi un valore aggiunto al pensiero iniziale. Cerco poi di scrivere in maniera continua, di terminare un progetto prima di iniziarne un altro, ma spesso l’ispirazione mi costringe ad accantonare qualcosa per iniziarne un’altra ancora. Di solito scrivo di mattina, al massimo di pomeriggio e mai di sera, lo faccio per lo più al computer mentre gli appunti e le ricerche sono sparsi su fogli, agende e post-it. Quando invece l’ispirazione sembra abbandonarmi, tiro fuori il Kindle e leggo, leggo tantissimo, leggo più di quanto faccio di solito finché ritrovo il piacere della lettura e di scrivere di nuovo qualcosa di mio.

6. Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori?

Un’estate a Rimini per innamorarsi è una seconda edizione, cambiata e migliorata rispetto alla prima. Ai fini della promozione di un libro è importante interagire nei gruppi di lettura e scrittura sui social network, soprattutto per noi emergenti che ci affidiamo alla pubblicazione in digitale. Ormai la pubblicità avviene attraverso questi canali e poi, in questo modo, è possibile anche interagire con i lettori e provare maggiori soddisfazioni. È importante mostrare piccoli estratti che possano catturare l’attenzione, cards e immagini simpatiche, booktrailers e cercare magari un volto che possa assomigliare ai nostri protagonisti. Da poco ho scoperto anche i simpatici e divertenti giveaway letterali. Ammetto poi che la promozione, per quanto sia complessa e porti via molto tempo, è anche la parte che preferisco perché io stessa mi diverto un mondo. 

7. (perché la scelta del self publishing?) se lo sei

Un’estate a Rimini per innamorarsi è nato come self l’anno scorso ed era giusto che restasse tale, inoltre è complesso mostrare a una casa editrice un lavoro già pubblicato e vederselo accettato. 

8. Progetti per il futuro?

Tanti, troppi. A breve ci sarà una nuova uscita con Butterfly Edizioni, sono a quota due romanzi pubblicati con questa piccola casa editrice, il primo romanzo è stato Profumo d’amore a New York con il quale ho raggiunto quasi 6 mila lettori, scalato la top 100 di Amazon e visto la mia storia diventare Bestseller narrativa in Italia e Germania. Posso ritenermi felice, fortunata e soddisfatta. Non posso dirvi molto, a parte che la protagonista di questa nuova storia rappresenta me quasi in tutto, quindi se siete curiosi di scoprire e conoscere le mie paure e desideri, non perdetevi il mio prossimo romance. 

9. Tre persone da ringraziare

Il mio ragazzo, perché è stata la primissima persona che ha creduto in me e nella mia passione per la scrittura. Non c’è stato un solo momento in cui ha pensato che stessi perdendo il mio tempo, anzi, mi ha sempre spronato a continuare a scrivere, anche se solo adesso mi sta leggendo.
Argeta Brozi, la mia editrice, una persona favolosa che ha dato un senso alla mia vita dopo un periodo nero nerissimo. Non potrò mai ringraziarla abbastanza.
Ilaria Loiacono, mia cognata e mia prima lettrice, non perde mai una mia storia. 




Mi dicono che:
La passione non è cieca, è visionaria.
Stendhal


giovedì 17 settembre 2015

Le giornate d'autore della Dark zone



Partecipiamo alla giornata d'autore della Dark Zone (il cui gruppo Facebook lo troverete qui) e oggi conosceremo il romanzo di Evelyn Storm  dal titolo Le note del destino.




Sinossi: 
Le note del destino: Kyra e Tomas sono due ragazzi; rincorrono con successo il sogno di ballare e cantare. Si piacciono, si amano, vivono addirittura insieme! Cosa potrebbe frenare il loro idillio d’amore? Un piccolo particolare: sono fratellastri. Fra mille contrasti da parte della famiglia e degli amici, nonostante le rivalità, riusciranno a godersi la loro relazione? Scopritelo nella versione aggiornata e completa de “Le note del destino”, innamoratevi insieme a loro. 







Lasciamo la parola all'autrice (intervista a cura di Francesca Pace) :

Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro? 

Principalmente per sognare e innamorarsi di nuovo. Per capire che chi lotta, nonostante le difficoltà, qualcosa ottiene. Che non tutti i giovani sono degli irresponsabili o dei perditempo, e che qualcuno di loro che mette cuore e fatica per raggiungere i propri obiettivi c'è. Infine, che l'amore vince su tutto, anche se il mondo esterno è ostile.


Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione? 

Di innovativo, al momento, forse niente. Ma nella sua prima versione, quando era ancora “Grido d'amore”, era innovativo per la storia d'amore tra due fratelli non di sangue. Un po' come succedeva nei fumetti giapponesi, ma da noi ancora non circolavano storie così. Con gli anni, invece, sì. Un'altra cosa che ho fatto è stata coinvolgere i veri fan dei Tokio Hotel, e per me era la prima volta che prendevo veri clienti, un vero bar e una vera lista dei menù per scrivere la storia. Ho anche preso spunto da una vera villetta per ambientare la casa dove vivono i protagonisti e mi sono servita di veri camerieri giapponesi per lo spunto ai due personaggi di origine orientale del romanzo. Trattandosi di una storia che può andare bene sia come young adult che new adult, ha in comune con questi generi il fatto di essere rivolto a un pubblico di giovani adulti, ma anche ai ragazzi più giovani o a chiunque abbia amato e abbia avuto un sogno. C'è poi la coppia intorno a cui ruota tutto e la storia che si genera, altra cosa in comune con la tradizione.



Che cosa ti ha spinta a scrivere? 

Non mi sono alzata una mattina e ho pensato: “Sì, proviamo a scrivere”. Da piccola mia madre mi raccontava bellissime storie inventate da lei, poi adoravo entrare in una stanza dove i miei nonni conservavano tanti libri. E io passavo il tempo a sfogliarli e ad annusarli. Alle elementari ho poi iniziato a tenere un diario, alle medie mi è capitato di fare prima la bella e in seguito la brutta nei temi in classe e al liceo ho scritto lettere d'amore per una compagna. Da lì scrivere poesie, fumetti, racconti e romanzi è stato istintivo.



Da che cosa è nata la storia?

Quali sono state le fonti di ispirazione? La storia è nata per caso. Una mia amica gestiva un bar con sua sorella e, standole intorno, ho osservato come serviva i clienti e come si confrontava con ognuno di loro. Da lì ho pensato di “trasformare” lei nella protagonista. Ho intervistato la mia amica che, nel tempo libero, era anche ballerina. I clienti e il bar sono diventati parte integrante del libro, mentre per il protagonista mi sono ispirata al cantante dei Tokio Hotel. Ovviamente l'intera band è diventata la band del romanzo.



Quando scrivi? E come? 

In modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo? Scrivo appena posso. Può succedere ovunque. Se sono in viaggio o quando non ho un pc a portata di mano, su un quaderno. Oppure capita direttamente sul computer, se mi viene un'ispirazione improvvisa e se una musica mi porta a scrivere ciò che, di conseguenza, si è delineato nella mia mente. In quanto al modo, non ce n'è uno solo. Ho provato un po' di tutto: sia continuo che discontinuo o improvviso.


Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori? 

Ho pubblicizzato il libro sui Social Network e sui miei blog. Ho creato giveaway  ed eventi, e ho chiesto ai lettori di scrivere una recensione. Ho anche mandato degli estratti a un'autrice affinché creasse per me un video. Ho scritto a vari blog e ho trovato i personaggi grazie a un mio evento. Mi spiego meglio. Ho chiesto ai partecipanti di mandarmi delle immagini che ritraessero i due protagonisti, Tomas e Kyra, come se li immaginavano dalla trama o dal libro stesso, se l'avevano letto. E mi sono arrivate tante foto di ballerine, cantanti, anche manga. Ma è ovvio che c'è ancora molto da fare. Non si finisce mai.


Perché la scelta del self publishing? se lo sei

Sì, lo sono. Ho fatto questa scelta per essere libera di gestirmi come voglio e per godere dei guadagni, senza dover aspettare mesi o anni come è successo con le case editrici. Certo, devo occuparmi di tutto io, ma va bene così. Quindi, a parte eccezioni e dei sogni che prevedono anche case editrici, penso che mi servirò del self publishing ancora per molto. 


Progetti per il futuro? 

Sì, parecchi. Devo innanzitutto fare uscire due nuovi libri e mandarne un terzo a una persona di cui mi fido per un parere. Ci sono anche altri libri in lista d'attesa che aspettano di essere scritti. Altre cose sono in progetto, ma ne parlerò solo quando e se si realizzeranno.



Tre persone da ringraziare:

 Rebecca Loose per la scelta del titolo, Morgana Lewis per la copertina e Sabrina Bordignon per avermi ispirato Kyra, la protagonista femminile. 

ESTRATTI

 Kyra: Camera mia. Non voglio vedere o ascoltare nessuno. Tanto, già ci pensano i miei pensieri a fare rumore e non c’è modo di riuscire a farli stare zitti. Fisso il muro, come se da un momento all’altro potesse crollare e potessi scoprire un mondo tutto nuovo. O lo fisso perché cerco un punto vuoto dove sognare a occhi aperti. 

Tomas: Continuo a chiedermi se valga la pena di sopportare le pene dell’inferno solo per scacciare il suo ricordo da me. Non sarebbe meglio ammettere con lei che la amo sul serio e che non c’entra nessuna stupida scommessa? Ma se poi mi ridesse in faccia o mi rifiutasse, sarebbe anche peggio. Meglio di no.




Mi dicono che

"Due persone dicono reciprocamente “ti amo”, o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l’attività dell’anima."

Fernando Pessoa





lunedì 14 settembre 2015

Proposte indecenti






Il primo giorno di scuola. Proprio il primo giorno di scuola ricevo questa mail di Victor. Vorrei tanto che ognuno di voi la leggesse con me in modo preciso e analitico, così giusto per dargli un senso e sopratutto per capire "se lo merito" questo aiuto che mi è stato offerto.

"Mi ascolti bene, Valentina, perché penso che lei abbia veramente bisogno del mio aiuto per far luce sul suo prossimo futuro."

Signor Victor le giuro che la sto ascoltando (ma non mi sta scrivendo? Forse mi sta chiedendo di leggere attentamente) ma mi spiega come fa a sapere che ho bisogno del suo aiuto per far luce sul mio futuro? Se ha già tutte le risposte saprà di sicuro che vorrei un lavoro gratificante e ben retribuito, vorrei insegnare ciò che amo, vorrei l'amore eterno e vorrei essere in salute fino a 90 anni visto che già 29 ne ho trascorsi abbastanza bene, poi per il resto le giuro che non mi manca niente.

"E' molto urgente, quindi legga subito ciò che segue: Lei fa parte di quelle persone che da qualche tempo vorrei seguire regolarmente, e oggi mi sento in dovere di avvertirla che esiste una possibilità per risolvere i suoi problemi. Considerando i miei poteri straordinari, lei capirà che non posso lasciarla nell'oblio. Devo confessarle che mi risulta difficile, al momento, sapere con precisione di che si tratta esattamente e da dove ciò possa provenire, ma tutto è possibile e voglio vederci chiaro. La invito quindi a darmi ascolto. Bisogna assolutamente far luce su ciò che l'aspetta nel corso delle prossime settimane e per far questo, ho bisogno di lei."

Cosa è urgente? Il fatto che io legga la mail? Va bene sto leggendo, sono attenta e pronta a capire, mi dica. Vorrebbe seguirmi regolarmente e mi risolverebbe i problemi che ho, ma ha bisogno che io la contatti visto che i suoi poteri straordinari non gli permettono di stabilire con precisione di che cosa necessito: scusi ma i suoi poteri alla fine non sono niente di che. Si ha ragione tutto è possibile: chi doveva dirmelo che sarei stata contatta da un mago che vorrebbe aiutarmi? Ma la ringrazio non ho bisogno di sapere che cosa accadrà nel mio futuro. Deve sapere signor Victor che ho imparato a non "vedere il mio futuro" perché la vita mi ha insegnato che è imprevedibile. Forse ha bisogno del mio acume per migliorare la sua vita? Io potrei davvero aiutarla! Bhé potrei consigliarle di fondare un contro di ascolto e aiutare seriamente le persone, potrebbe studiare psicologia oppure avvalersi di validi professionisti e le assicuro che la sua voglia di aiutare il prossimo sarebbe soddisfatta.

"Affinché io possa circoscrivere i suoi crucci e inviarle rapidamente e gratuitamente la sua Grande Veggenza Miracolosa che la sbarazzerà per sempre di tutte le preoccupazioni che le rendono la vita difficile, ho bisogno che lei continui a leggere QUI quanto ho scoperto su di lei. Sono certo di poterla aiutare, se lo merita."

Mi dispiace ma sono io a circoscrivere i miei crucci tutte le sere con un semplice sorriso. Le chiedo di non sprecare la sua grande veggenza  miracolosa (mi perdoni ma se fosse stata minimamente miracolosa la sua mail sarebbe molto ma molto più dettagliata) e le confesso un'assurda verità: le preoccupazioni che ci rendono la vita sono ciò che ci rendono umani troppo umani e lungi da me perdere questo gusto di vivere senza. Mi dispiace per lei ma io non sono una tipa che sorprende: nulla di originale, preoccupazioni comuni ed un essere normale. Mi perdoni ma poi perché prima dice di volermi aiutare sempre se lo merito? L'aiuto verso l'altro non dovrebbe essere disinteressato? Aiutare gli altri non significa non avere nulla in cambio?

Signor Victor spero tanto che mi scriva ancora e spero tanto di poter io aiutare lei.
Cordialmente

Valentina


Mi dicono che
"Decidere se fidarsi o no di una persona è come decidere se arrampicarsi o no su un albero, poiché si potrebbe godere di una vista straordinaria dal ramo più alto, oppure ci si potrebbe semplicemente riempire di resina, e questo è il motivo per cui molta gente decide di passare il suo tempo sola e in casa, dove è più difficile pungersi con una scheggia."
Lemony Snicket

mercoledì 9 settembre 2015

Le giornate d'autore della Dark zone


Partecipiamo alla giornata d'autore della Dark Zone (il cui gruppo Facebook lo troverete qui) e oggi conosceremo il romanzo di Miriam Palombi dal titolo Oscure Visioni.

OSCURE VISIONI Raccolta Horror. Diciassette piccole porte sull’abisso, scorci d’incubo che tra case infestate, acque profonde e maledette, demoni, mostri e viaggi nell’aldilà ci offrono una panoramica completa sull’orrore letterario in tutte le sue declinazioni. Storie intrise di quell’ansia latente, di quella lieve inquietudine che vi porterà, di tanto in tanto mentre state leggendo, a scrutare guardinghi dietro le vostre spalle.

 La venticinquesima ora, una vecchia biblioteca funge da non-luogo in cui scoprire un’ora funesta che non può esistere.
Stesso sangue, una vecchia casa di famiglia che cela una verità da incubo sulle nostre origini. 
Acque profonde, un crimine impunito, un lago profondo e inaccessibile che nasconde un segreto, ma la vendetta avrà il volto di un incubo.
Stanza 206, una stanza d’albergo dove confrontarsi con la propria distruttiva parte oscura.
L’Antro della Bestia, un parco giochi, una vecchia attrazione in disuso dove sembra celarsi la stessa essenza del male.
Mirabilia, un circo popolato da sanguinari freaks. 
La soglia, un passaggio verso un’altra diabolica dimensione. 
Tredici piccole perle, le pene per un amore perduto trovano un apparente sollievo in un tatuaggio mortifero.
Gens arcana, un intervento di chirurgia estetica è il pretesto per scoprire indicibili pratiche demoniache/evoluzionistiche.

… E altre Oscure Visioni.


Lasciamo la parola all’autrice:

Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro? 

L’horror parte da molto lontano, le stesse favole della nostra tradizione popolare sono intrise di sadismo e di particolari macabri. Leggere di personaggi inverosimilmente “cattivi” calati in situazioni irreali dove la logica è completamente stravolta, può servire a esorcizzare le nostre paure quotidiane. Sono racconti veloci dai finali asciutti, credo che questo possa incuriosire i lettori in cerca di forti emozioni.

Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

 Oscure Visioni è dichiaratamente un omaggio ai classici del genere horror, sia per le ambientazioni sia per i temi trattati. Creature mostruose ed esseri sovrannaturali. Streghe, demoni e spiriti inquieti sono i protagonisti dei miei racconti. Anche i luoghi  hanno delle caratteristiche ben riconoscibili, spesso sono posti fatiscenti, antiche magioni dalla pessima fama, case stregate, chiese abbandonate e lunapark in disuso, sotterranei di grandi metropoli dalle atmosfere cupe. Ho voluto segnare un percorso ideale di quella che è stata la genesi e l’evoluzione della letteratura horror, dagli albori del romanzo gotico ambientato in antiche magioni, ”Stesso Sangue”, o case infestate come nel racconto dal titolo “L’esperimento”. Fino all’horror angosciante di Poe, dove è il nostro inconscio a proiettare demoni e paure,“Stanza 206” e “Tredici piccole perle”.  Leggendo “L’antro della bestia” ritroviamo, invece, quel filone definito horror mitologico sviluppato da Lovecraft, dove il male viene personificato, assumendo  forme ancestrali.

Che cosa ti ha spinta a scrivere?

Alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” io rispondevo senza incertezza, “ La scrittrice” e sinceramente lo faccio ancora. Fin da piccola ho cominciato a scrivere brevi racconti ricchi di mistero, sulla scia di quelle che erano le mie letture, i film preferiti e interessi non proprio adatti alla mia età. 

Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

La passione per la scrittura è una conseguenza della mia passione per la lettura. I racconti di Poe, di Lovecraft, di Barker, in seguito i libri di Eco, sono stati per me, una vera guida formativa. Mi sono avvicinata, così, al genere thriller e all’horror.  Da cosa nascono le mie storie…Tutto parte dal concetto di “paura”. Cosa fa veramente paura? La paura non e solo sangue, la paura è ovunque e può nascere da qualunque cosa. E’ un corto circuito nella testa, un evento irrazionale al quale non si riesce a dare una spiegazione, è la rinuncia alla logica. Nell’horror non si hanno dei confini precisi nei quali muoversi, tutto è lecito e possibile.

Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

La mia scrittura purtroppo ha dei tempi giurassici, ho la media di un libro ogni due anni, questo per quel che riguarda la narrativa, ricerche preliminari, stesura e revisioni, portano via molto tempo. Per i racconti horror è diverso, sono sempre molto brevi e nascono di getto, sull’onda di un’idea spesso molto semplice. Niente spaventa di più della banalità. Annoto di continuo nuove idee, le migliori mi vengono prima di dormire,  che poi cerco di sviluppare, creando trame e personaggi.

Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori?

Attualmente entrambe le mie due pubblicazioni sono in ebook, questo permette al libro di superare i limiti fisici e varcare i confini delle librerie, sperando di raggiungere un pubblico più vasto in minor tempo. Noi autori dobbiamo impegnarci nel mantenere alta la soglia di attenzione, altrimenti i nostri titoli si perderebbero nel mare delle pubblicazioni online. Gruppi Facebook e blog legati al mondo della letteratura in tutte le sue forme, ci aiutano in questo arduo compito.
  

Perché la scelta del self publishing? se lo sei

Nel caso di Oscure Visioni è stata una scelta ponderata, una sorta di esperimento. Dopo diverse esperienze, non sempre felici, con piccole case editrici ho voluto semplicemente provare a fare da sola. In verità la parte grafica, cover e booktrailer, sono opera mio marito, il quale pazientemente mi asseconda.


Progetti per il futuro?

Attualmente sto lavorando alla prima stesura di un thriller ambientato a Firenze,  nel mondo dell’arte, si parlerà di alchimia e mistero, di come il “sapere” venga  precluso all’uomo non meritevole. Continuerò, poi, a mettere su carta i miei incubi personali. 


Tre persone da ringraziare

Il primo ringraziamento va a mia figlia, dodici anni di pura curiosità, può sembrare strano ma è con lei che discuto di trame, personaggi e titoli. Ovviamente ringrazio i lettori che hanno avuto modo e voglia di leggere i miei libri. Ultimo ringraziamento va a blogger e admin, sempre disponibili nel dare visibilità ad autori emergenti.


Mi dicono che

"Quello che oggi è un giovane pieno di fuoco balzerebbe indietro dall'orrore, se potesse vedere il ritratto di sé stesso quando sarà vecchio".

Nikolaj Gogol', Le anime morte, 1842

lunedì 7 settembre 2015

La paura della paura

La paura che cosa è?


Interessante la risposta del filosofo pop Lars Svendsen nel secondo capitolo del libro Filosofia della paura pubblicato in lingua italiana solo nel 2009 (due anni più tardi della pubblicazione della prima copia in lingua originale)*.

Secondo Svendsen la paura è un fenomeno evolutivo, che serviva a garantire adeguate condizioni di sopravvivenza e di riproduzione. Tuttavia, nella nostra specie ha un potenziale diverso da quello delle altre specie animali, visto che siamo un animal symbolicum, ovvero un animale razionale capace di conoscere attraverso i simboli.  La paura contiene sempre “una previsione, una proiezione del futuro, riguardante dolore, danneggiamento o morte” (p. 46); e assieme, come insegnava Tommaso d'Aquino, “ogni paura deriva dal fatto che amiamo qualcosa” (p. 48). Il filosofo norvegese specifica che la paura sta diventando una sorta di visione del mondo, incentrata sulla consapevolezza della propria vulnerabilità, visione che potrebbe diventare un'abitudine o una vera e propria Weltanschauung, nonché un errore da combattere.

Ma che cosa è  la paura e come si può affrontare? Attraverso la lettura di un autore horror Stephen King



l'associazione Macroverso (la cui pagina facebook potrete trovarla qui) vi invita a partecipare alla discussione che si terrà giorno 10 settembre 2015 presso la Biblioteca di Villa Carra (Pastena, Salerno) sulla psicologia della paura. 

 Interverranno:

lo psicologo Alessandro Iangulli con la relazione L'orrore che aiuta a crescere. Il messaggio pedagogico della narrativa ed il caso di Stephen King

la psicologa Marianna Spatuzzi con la relazione Parliamo delle fobie...senza paura

e lo scrittore Eduardo Vitolo con la relazione Stephen King, il re dell'horror/rock

e la moderazione sarà curata dalla Dottoressa Valentina Spacagna

Tra divagazioni letterarie, contributi clinici e, soprattutto senza prenderci troppo sul serio vi parleremo di questa strana e meravigliosa psicologia dei mostri.




Mi dicono che

"La paura è la cosa di cui ho più paura".
Michel de Montaigne


*Lars Svendsen, Filosofia della paura, Castelvecchi, Roma 2010.

domenica 6 settembre 2015

Emera Group & Controcampus.it : l'inizio di una proficua collaborazione!

Questo pallido settembre vede all'orizzonte la nascita di una nuova collaborazione tra due realtà associative: Emera Group e Controcampus.



Le due realtà, radicate ed impegnate sul territorio campano, coinvolte in diverse attività di comunicazione e di informazione, collaborano tra di loro per un nuovo contest fotografico. Questo nuovo contest ha l'obiettivo di suscitare nelle coscienze distratte un interesse verso la cultura e la lettura: per questo attraverso i social network verranno votate le fotografie con cui verrà creato il Calendario Controcampus 2016. 

Non perdete in che modo avverrà in contest e aggiungete alla lista dei vostri interessi la pagina facebook di Emera Group (che troverete qui). 


Mi dicono che
"Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati."
Michael Jordan



mercoledì 2 settembre 2015

Le giornate d'autore della Dark zone


Partecipiamo alla giornata d'autore della Dark Zone (il cui gruppo Facebook lo troverete qui) e oggi conosceremo il romanzo di Simona Diodovich, dal titolo Hup-Hampton University.




Sinossi: Norman è felice. Sembra passato molto tempo da quando le sue disavventure gli hanno spezzato il cuore. Colin è l’unico che deve ancora sistemarsi. Logan trema ancora una volta. Tre ragazzi che, prima non erano amici, ora sono come fratelli. Vincere il campionato nei Pirates diventa un loro dovere di giocatori eccezionali mentre le loro vite buttano le fondamenta per un futuro migliore. Siamo alle battute finali. Colin cederà al fascino del matrimonio come i suoi amici? Logan sarà finalmente tranquillo con sua moglie? I Pirates hanno un campionato da vincere, contro ogni pronostico, li danno perdenti. Per cui in piedi signori, il touchdown è alle porte. Volete sapere come finiranno le loro storie? Bentornati, per l’ultima volta, nel mondo dei Pirates. Tre ragazzi, tre amori, un solo cuore unito per vincere.






Diamo la parola all'autrice che risponde alle domande di Francesca Pace:

Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro? 

Perché scrivo cose differenti da ciò che il mercato vuole? Quando ti stufi di seguire la scia degli altri, volta l’angolo e vieni a cercare me, io scrivo qualcosa di differente e spezzi il ritmo delle tue letture. Ecco, direi questo. Ci metterei anche il fatto che mi piace scrivere con tutte le sfumature dei sentimenti. Apri un libro mio e ti devi immergere nella lettura, uscirne avendo provato ogni emozione al suo interno. Devastato insomma… forse così non mi aiuto eh? Scherzo.


Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

Guarda, io non pretendo di far nulla di innovativo e altro. Scrivo solo ciò che mi fa star bene. Il romanzo sportivo l’anno scorso non se lo filava nessuno, può forse considerarsi innovativo? Parlo spesso della famiglia, nelle sue diverse forme, questo può essere un elemento tradizionale, in tutti i libri. Ma si ferma tutto lì. Sono solo una pazza che si diverte a sperimentare.


Che cosa ti ha spinta a scrivere?

Mi sono svegliata una notte con in mente un pezzo del libro di Carlie, che ancora non era un libro, anzi non era nulla. Potevo disegnarla, chissà, destino, la mattina dopo ho aperto un file in word e ho scritto quella scena. Io non dovevo fare quello, ero in ritardo con le consegne di un lavoro… come dicevo: destino.


Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

La saga Hampton è nata perché adoro il film le Riserve, lo stavo vedendo un sabato pomeriggio, Keanu Reeves ha detto “la gloria dura per sempre non credete a chi vi dice il contrario” e due minuti dopo cercavo link su città della Virginia dove giocavano a football al liceo. È stata la saga più faticosa, ho dovuto documentarmi tantissimo, ma mi sono divertita otto volte di più del normale.


Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

Io scrivo tutti i giorni, se sto disegnando dalle 16.30 in avanti. Se sono libera dal disegno dalle nove di mattina alle 19 di sera. Tutti i giorni. Sabato e domenica compresi ma di pomeriggio, se non esco. A volte sono stanca e mi prendo mezza giornata per me. Quando disegno, o cammino per arrivare in ufficio, io creo nuove storie. Ho sempre il cervello attivo. Finisco un libro e non prendo del tempo per rilassarmi un mese. Un giorno fuori con amiche, un pomeriggio in compagnia di X persone e poi riprendo a pieno ritmo. Tipo macchina da guerra, hai presente?


Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori?

L’educazione. Niente spam selvaggi. Non invado la bacheca delle altre scrittrici, non le taggo quando esce il libro, evito tutto quello che urterebbe me. Contatto le blogger, chiedo di poter presentare il libro. Ogni tanto lo pubblicizzo in giro. Ma ogni due o tre settimane. Per non essere irritante.

Perché la scelta del self publishing (nel caso in cui lo fossi)?

Sono self per scelta, lo sapevi? Avevo la casa editrice che pubblicava i libri. Al primo libro mi sono accorta che non mi seguiva, non mi aiutava, non mi faceva la cover e quindi l’ho fatta io, non ha fatto l’editing del libro… posso proseguire eh? Così ho dato il secondo della saga Deathless per vedere se cambiava qualcosa, quando ho visto che non migliorava nulla, mi sono auto pubblicata. Ma venendo dall’editoria, io ero in gradi di impaginarmi il libro, di farmi delle cover come piacevano a me, è stato un divertimento. Un faticoso e lungo divertimento, ci vuole molto tempo in più, ma ormai non ci faccio più caso.


Progetti per il futuro?

Ah, io non saprei nemmeno cosa dirti. Sto correggendo il seguito di Carlie, quarto libro, ma è il prequel. Sto correggendo un libro nuovo di cui ancora non parlo. Ho messo giù il plot per un romanzo d’amore, sto documentandomi sul nuovo libro sportivo… e vorrei proseguire con il conclusivo libro di The Queen… ma ho due mani, un bel po’ di disegni da fare e faccio solo tre cose insieme :P


Tre persone da ringraziare

Tre persone da ringraziare… me, me e me? Ahahah… non lo so, a parte la mia cocciutaggine direi tutto ciò che mi ruota intorno. Nessuno di noi è valido al 100% da solo, no? Sono come Harry Potter, lui era bravo, poteva lottare, ma gli amici erano un supporto non indifferente, ognuno a suo modo. Metti nel calderone famiglia, amici, sfide personali, tutto quello che fa parte della mia esistenza che la tocca una volta o sempre, e ottieni me. Per cui, ringraziamo il mondo che ruota intorno a una come me che adora le sfide, ed è spalleggiata da un folto numero di persone.




Mi dicono che
"La gloria dura per sempre. Non credete a chi vi dice il contrario"
Simona Diadovich