venerdì 2 ottobre 2015

L'uomo è un casatiello


Il casatiello è una torta rustica della cucina napoletana che si suole preparare durante il periodo di Pasqua. In realtà non fa parte solo del menu del pranzo pasquale. La sua funzione è quella di prestarsi, per tutto il periodo della festività, per le marenne, gli  spuzzuliamenti. Ecco, il casatiello si spuzzulea, ci si fa uno spuntino, anche se una fetta di un centimetro e mezzo di spessore sazia abbastanza da sostituire un pranzo, tanto da poter dire poi “stasera mi mantengo leggero”.

Il vero momento di protagonismo del casatiello è il pranzo del lunedì in albis, la pasquetta, dove costituisce il pezzo forte delle vettovaglie che ci si porta dietro per la tradizionale scampagnata, o pic nic che dir si voglia.



Ora la domanda giusta è cosa centra l'uomo e il casatiello?

L'uomo proprio come il casatiello ha il compito di completare o saziare una donna, ma non sempre il casatiello è buono, anzi può essere indigesto. A tipi di casatielli  diversi corrispondono vari tipi di uomini.

Vi esponiamo una semplice gamma di uomo-casatiello:


 Casatiello base

Lievietato nella norma, farcito adeguatamente, il casatiello base si presenta pur sempre calorico seppur ad assaggi periodici. Il casatiello base è l'uomo medio: piacente, a tratti romantico, prudente, quasi divertente e uno pseudo ascoltatore. Ama le donne ed è preda degli innamoramenti facili; a volte si dedica ad una sola donna, che se ben disposta, lo supporta e lo sopporta ma che ha sempre la stessa caratteristica: è calorico ma se ben dosato risulta cibo indigesto quando vuole essere l'unica portata della sua donna a partire dalla colazione alla cena.



Casatiello vegano

Di bello aspetto, tipico da far venire l'acquolina in bocca, non appena inizia a parlare per mezz'ora di fila si comprende si da subito che il suo impasto è ricco di cose insensate. Senza l'uovo, senza il formaggio, senza carne che casatiello è? Non vedono la donna che hanno difronte, perché la loro attenzione è rivolta solo su stessi, non ascoltano se non se stessi e si arrabbiano se la loro donna si è stancata di questo super protagonismo. Il casatiello che piace alla donna non deve essere perfetto ma deve essere pur sempre un casatiello!

Canzone di approfondimento: Carboidrati - Questi uomini


Casatiellus MaleficusO'rre, Sua eminenza, vostro immenso onore, l'eterno, ma nun fennesc' mai?, Wa, n'at? o semplicemente Egli perché in pochi hanno il coraggio di pronunciare il suo vero nome: se ne pronunci il vero nome, dopo tre giorni muori. 

Per molte di noi donne è ritenuto l'origine di tutto per la particolarità di contenere ogni molecola organica dell'universo. Il casatiello è comunque un mostro asociale e narcotizza i neuroni delle donne almeno una volta nella vita così da farsi ingerire e successivamente far esplodere lo stomaco e decidere di non mangiarlo, frequentarlo e vederlo mai più.  Si cerca di non considerarlo, non guardarlo ma non c'è modo di opporsi per vari motivi: il suo profumo invitante; la sua consistenza, simile alla colla vinilica, i pezzi di carne, così duri che talvolta li usano come proiettili. Nonostante l'aspetto calmo e insospettabile, il casatiello ha l'abilità di rigenerarsi all'infinito: per ogni morso il casatiello raddoppia di peso e grandezza, non c'è modo di finirlo. Donne se lo vedete spuntare all'orizzonte bello e stronzo, scappate perché per quanto saporito risulta sempre indigesto.

Canzone di approfondimento: Solo un uomo - Mondo Marcio


Casatiello Innamorato


Il casatiello innamorato piace assai alle donne ma di solito è sempre un grande bluff. Sotto gli effetti dell’amore anche il più esuberante diventa titubante, impacciato e palesemente vulnerabile. E’ l’emozione a guidare le sue azioni, le sue parole, il suo gesticolare forsennato. Capita altrimenti che il tipo con la battuta sempre pronta si trasformi in un ragazzo mansueto e confuso o che il riservato di turno si metta improvvisamente a parlare troppo. Deliri allucinatori tipici di chi è drogato d’amore. Convince la donna che ha difronte e non appena conquista si trasforma in casatiello vegano o maleficus.



Questi tipi di casatielli non saranno gli unici ma pur sempre un buon inizio. Vi lasciamo un'ottima farmacodinamica del casatiello, giusto per aver idea del grado calorico che comporta




Mi dicono che
Se è scritto che due pesci nel mare debbano incontrarsi, non servirà al mare essere cento volte più grande.
Stefano Benni

giovedì 1 ottobre 2015

Le giornate d'autore della Dark Zone



Partecipiamo alla giornata d'autore della Dark Zone (il cui gruppo Facebook lo troverete qui) con l'intervista dell'autore Alessio Filisdeo del libro Una notte di ordinaria follia a cura di Francesca Pace.


Una notte di ordinaria follia.

Manhattan: risvegliatasi nel bel mezzo di Central Park, una caparbia killer a contratto scopre di aver mancato clamorosamente il suo ultimo bersaglio. Non solo ha fallito, ma a stento ricorda quello che le è successo negli ultimi giorni. E le cattive notizie non sono ancora finite: uno sfacciato diciassettenne le confessa candidamente di averla uccisa pochi istanti prima. Il resto è... complicato.
Tra night club, società segrete, improbabili complotti e sparatorie a cielo aperto, benvenuti alla notte delle notti! In compagnia dell'irriverente vampiro Nik, della mafia russa e di galloni di sangue caldo!


Lasciamo la parola all’autore:

Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro? 

Per via del vampiro Nik, ovviamente! È un tipetto piuttosto interessante, completamente fuori di testa, che sa prendersi in giro ma anche farsi amare. 
E poi c’è New York di notte, tanta ironia nera e una consistente dose di violenza che non farà rimpiangere i puristi della figura del dannato. 


Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

Credo che la maggior fonte di innovazione all’interno di questo romanzo sia proprio la figura del vampiro: Nik ha l’aspetto di un diciassettenne, però non si comporta affatto come la moda imporrebbe alla sua condizione. È un vampiro “vero”, che non asseconda gli standard odierni sul personaggio: vive la sua immortalità godendosela senza inibizioni, fregandosene della morale e del romanticismo. Adora uccidere, ama il sesso, l’alcol e le droghe, e soprattutto le armi di grosso calibro. Insomma, è un vero pazzo furioso, uno che ho ritenuto essere una degna evoluzione del vampiro “di una volta”, uno che ha risposto alla domanda: E se esistessero vampiri nel nostro mondo? Vampiri non con centinaia di anni sulle spalle, ma figli del ventesimo secolo come tanti di noi, cosa farebbero? Come conviverebbero con la loro condizione e i loro poteri? 


Che cosa ti ha spinto a scrivere?

Inizialmente la volontà di creare storie su misura per me, di sentirmi un po’ meno solo, tra amici immaginari, per così dire. Poi, crescendo, è sopraggiunta la passione, il desiderio concreto di condividere qualcosa di mio con gli altri, di farli sentire speciali, o magari anche solo divertirli o emozionarli, come capitava a me mettendo i miei personaggi su carta.
E l’ambizione, ovviamente, quel sentimento per cui pensi “vorrei essere ricordato un giorno, anche da pochi, ma con piacere, e magari un pizzico di ammirazione”.  


Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

Le mie fonti d’ispirazione sono state molteplici, dalle più commerciali a quelle che lo sono il meno possibile. Film, serie tv, libri, o addirittura fumetti.
Il vampiro Nik è un insieme di tanti fattori, un mosaico di identità e stereotipi reinterpretati: dall’odiato/amato Edward Cullen al badass ossigenato Spike, passando per grandi cult cinematografici degli anni ’80 e sull’eterna contrapposizione tra Unione Sovietica e Stati Uniti. 
Allo stesso modo, l’ambientazione in cui si muove e i personaggi con cui interagisce richiamano alla mente un certo tipo di immaginario pulp basato sull’iper-realismo, uno sul celebre stile di Sin City, dove in apparenza la componente fantastica è relegata in secondo piano ma, in realtà, è presente più che mai, solo in maniera assai spiccia e irriverente.  

Quando scrivi? E come? In modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

Molto banalmente, scrivo ogniqualvolta ne ho la possibilità, e il tempo. Nonostante i mille impegni quotidiani, riesco quasi tutti i giorni a ritagliare qualche ora per me e i miei libri, sedermi al portatile e mettere le idee su carta virtuale.
Preferisco, per una questione di comodità e concentrazione, scrivere di giorno, ma mi è successo abbastanza spesso di dedicarmici anche di notte: ne guadagna di atmosfera, ma il risveglio mattutino è poi un inferno!


Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori?

Possiedo una pagina facebook autore (Le Memorie Oscure), un blog e persino un simpatico account twitter in condivisione con quel matto del vampiro Nik.
La promozione per me è molto importante, ma mi sono reso conto nel tempo che ne ho un concetto diverso rispetto alla maggioranza degli autori/autrici. 
Odio sinceramente “spammare” selvaggiamente inviti all’acquisto, che sia sui miei canali o su quelli degli altri, per cui limito la cosa a 2-3 volte al mese, al massimo.
Preferisco condividere ogni giorno frammenti dei miei lavori con chi mi segue, chiedere la loro opinione, o anche semplicemente riportare immagini a tema o curiosità. Tramite il blog propongo una varietà di articoli inerenti il mio genere letterario di riferimento, oppure racconti brevi gratuiti, interviste fittizie ai miei personaggi e quant’altro.
Insomma, le strade per farsi notare ci sono, sebbene non sempre facili da percorrere. L’importante, io credo, è non ridurre sé stessi a un link di Amazon (o di un qualsiasi negozio online), ma trattare chi ci segue e ci dà fiducia come persone vere, e non semplici numeretti da poter tartassare coi nostri prodotti. Le persone, tendenzialmente, non ci seguono per comprare, ma perché (probabilmente) trovano interessante ciò che proponiamo loro di giorno in giorno.


Progetti per il futuro?

Innumerevoli. Non solo ho in programma altre avventure del vampiro Nik, ma anche dei romanzi gotici ad ambientazione storica che sono sicuro faranno felici i fan del genere.

Tre persone da ringraziare

Ringrazio Anne Rice per aver scritto Intervista col vampiro ed avermi così fatto innamorare di una creatura così sfaccettata e profonda come il vampiro; e ringrazio i miei genitori che da bambino mi regalavano un mucchio di libri quando, in realtà, avrei voluto solo dei normalissimi giocattoli.