L'arrivo alla "normalità e follia nella famiglia"
A prima vista, L’io diviso non è un’analisi esistenziale molto diversa da quelle che l’hanno preceduta, sia per le virtù che per gli evidenti limiti di interpretazione dei casi critici. In realtà, ciò che rende questo lavoro una pietra miliare del filone è l’esplicitazione di un presupposto che fino allora era stato sottaciuto, ovvero l’intrinseca incompatibilità di un metodo che si propone di “interpretare una situazione umana in termini umani” con una scienza che non potrebbe mai accettarne l’impianto senza rinnegare sé stessa. Chiunque segua l’affascinante resoconto di Laing può leggere in filigrana il bagaglio umano dell’autore, l’acume sorretto dall’esperienza di chi ha passato anni ad ascoltare parole sospese nel vuoto e a fissare sguardi smarriti e disperati: tutto ciò spinge inevitabilmente il lettore a maturare la convinzione che lo psichiatra, quando inizia a fare il filosofo, cessa di essere l’uno e l’altro per ritornare ad essere un uomo. E un uomo, quando ce...