martedì 16 ottobre 2012

Comunico dunque sono!

 


6/09/2012 Da Mi dicono che a Cogito Ergo sud

Cari,
quanto condividete lo condivido anche io, per questo vorrei scrivere un articolo per il mio blog http://midiconoche.blogspot.it/.
Spero che possiate essere disponibili per le mie domande.
Attendo vostra risposta


11/10/2012 Da Cogito Ergo Sud a Mi dicono che

...ciao, sono Luciano Colella, il fondatore di Cogito, perdonami del ritardo nel risponderti ma non leggo con continuità la posta su youtube..., ti ringrazio per la tua attenzione al nostro lavoro e sono a tua disposizione quando vuoi..., ti lascio il mio cell. xxxxxx, se preferisci mandami il tuo cell. e ti chiamo io, ti lascio la mia email, ******
Grazie ancora,
Luciano


11/10/2012 ore 20:00 il telefono squilla
-Pronto ...
- Buona sera sono Luciano Colella.
-Molto piacere, io sono Mi dicono che
-Scusi del ritardo con cui ho risposto al suo messaggio, ma non controllo spesso su youtube la posta.
-Si figuri non è affatto un problema
-In cosa posso esserle utile?
Così è iniziata una bellissima chiacchierata, termine molto riduttivo visto i risultati ottenuti. Di sicuro dialogo e confronto, sono molto più appropriati.  

Ma chi è Luciano Colella?
Uomo di circa 49 anni, sposato e padre di famiglia. Direttore tecnico presso VideoMetrò News Network a Napoli e ottimo comunicatore, nonchè ideatore insieme a Massimo Andrei e Luciano Bonetti degli snack, degli spuntini di riflessione in onda anche su youtube. La voce è calda, la cadenza partenopea non affatto latente anzi mette a proprio agio chiunque.

- Lei ha creato insieme ai suoi amici di Cogito ergo Sud questa nuova modalità di smuovere le coscienze, ma cosa vi ha spinto?
"Parto dal presupposto che se non comunichiamo non esistiamo. Siamo uomini e comunicare è nel nostro DNA, non possiamo fare altrimenti. Oggi si comunica sempre per determinati scopi, ma il nostro scopo è diverso: non vendiamo alcun prodotto, cerchiamo di proporre un cambiamento attraverso una comunicazione consapevole"

- Davvero crede che si può cambiare il mondo così? Non è una visione troppo ottimistica?
"Assolutamente no. Si può cambiare il mondo, più che il mondo il posto in si nasce e si cresce, quel territorio che è la culla della nostra infanzia e che non sempre viene rispettato. Al sud si sente molto di più l'appartenenza alla propria terra, ma allo stesso tempo si giustificano quei comportamenti scorretti. Facciamo un esempio: al nord non si buttano le carte per terra, al sud si, ma dove è la differenza? I cittadini settentrionali percepiscono che il comportamento è sbagliato e non cadono nell'errore. Il cittadino meridionale, invece, si giustifica perchè la carta per terra già c'era, giustificando con la negoziazione il comportamento errato. Con questo esempio non intendo dare alcun tipo di etichetta, ma piuttosto far capire come la percezione del proprio territorio sia differente e a quali esiti porta"

- Come è nata l'idea degli snack?
"Da un incontro al bar con Massimo Andrei e Luciano Bonetti e da un foglio bianco. Abbiamo cominciato insieme ad elencare i temi che ci interessavano e abbiamo scritto solo parole, come omofobia, scuola, famiglia. Massimo è l'autore di ogni snack e insieme abbiamo deciso di dare quel colore tipico della napoletanità. Il dialetto serve a dare incisività a ciò che si vuole dire ed è una risorsa a cui nessuno può rinunciare."

- Ora di cosa si sta occupando?
"Ora c'è una nuova campagna di comunicazione che si chiama STRUNZ. Ha come obiettivo di ricordare a chi si comporta in maniera incivile e soprattutto quello di identificare in maniera chiara e precisa i comportamenti tipici da STRUNZ. Non è una cataloghizzazione del napoletano, lungi da me collocare in tipologie gli esseri umani. Non ragiono attraverso schemi precostituiti, ma piuttosto con questa campagna, insieme ad altri collaboratori, intendo dimostrare come nella quotidianità si incontra lo STRUNZ di turno, e che è possibile anche non esserlo."


-La ringrazio, ma quale è la frase che più la rappresenta? Mi dicono che ...
 “Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito” 
Antoine de Saint-Exupéry


 Grazie mille



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