lunedì 10 dicembre 2012

Come scivola via il vento?





Fabio Massa il 9 dicembre 2012 ha presentato il suo libro Scivolare via come il vento. All'incontro organizzato dalla Rete dei Giovani per Salerno oltre l'autore sono intervenuti Gianluca De Martino, coordinatore della rete, Valentina Spacagna e l'attrice Martina Liberti, che ha letto alcuni brani del libro.
Nel Bar Libreria G. Verdi, in piazza Matteo Luciani 29, l'atmosfera soffusa mette a proprio agio l'autore e il suo folto pubblico.

Fabio, attore, sceneggiatore, regista e scrittore, è nato a Castellammare di Stabia (NA), il 24 marzo 1984. Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Salerno, è il primo della sua famiglia ad essere artista a 360°. Sceneggiatore e regista di molti cortometraggi come Luce e ombra (2006), Corto rappresentante l’Italia nella rassegna “Coming of Age in Asia and Europe 2006” (Washington), Il sole di domani (2007), Freddo dentro (2008), Gennarino Esposito..Napoletano (2009) con Antonio Milo in anteprima al Napoli film festival, Lontano nei miei occhi (2010), ARTpuntoTRE (2011), è autore inoltre di videoclip come Stanotte, Dentro i tuoi occhi, Questo giorno pieno di te, Lo que yo quiero eres tu, per Mtv americana solo nel 2006, Voglio te nel 2010. Ha già pubblicato il libro Linea di Konfine, La Mongolfiera Editrice, 2009 e poi scrive il suo primo romanzo Scivolare via come il vento, Graus Editore, 2012.

Mi dicono che Fabio Massa risponderà alle nostre domande:

1) Chi è Fabio Massa?

 "Fabio Massa è un giocoliere in bilico perenne tra sogno e realtà!Questa è la frase che ho scritto io stesso e che ho scelto come apertura del mio sito internet. Mi sembrava una giusta "etichetta" che fosse capace di racchiudere le mille sfaccetature che poi sono parte inscindibile di una persona"



2) Quanto di Fabio c'è in Claudio il protagonista?

"Claudio è ovviamente un personagggio che nasce dalla fantasia ma a cui non ho potuto riunciare di dare in prestito vestiti che per molto tempo ho indossato/indosso. La mia famiglia ad esempio, il mio viaggio a New York che mi ha formato professionalmente e umanamente e ... la rapina di inizio libro! Tutto ha inizio da questa mia, violenta e negativa, esperienza subita qualche anno fa."


3) Come è nata l'idea del libro?

"Una nota di Facebook...che doveva essere uno sfogo personale di rabbia e rancore che per molto tempo non riuscivo a dimenticare. Poi da lì la fantasia ha iniziato a galoppare e il tema della legalità ha fatto da apripista ad altri importanti temi: l'amicizia, il sogno, il viaggio, il rapporto con se stesso e con gli altri, la famiglia..."



 


4) Il viaggio fisico e introspettivo è una delle peculiarità del romanzo. Cosa rappresenta per te il viaggio?
 
"Il viaggio credo sia un movimento (corporeo e non) che non ha termine nel momento stesso dello spostamento. Anzi, credo, sia solo l'inizio di una nuova conoscenza, riferita non solo alla cultura e alle "facce" del territorio in cui si decide di andare ma soprattutto al proprio essere. Spesso quando si è soli con se stessi (eh sì perchè per me i veri viaggi sono quelli a numero ristretto di una o due persone) si scoprono degli elementi che riescono anche a sbalordirci, dettagli che, d'incanto, colorano le mura del nostro "io" che non avevano ancora una tonalità ben definita."

5) Il quadrilatero rappresenta nel libro l'amicizia forte e profonda tra quattro ragazzi. Emerge dalle parole del testo che c'è una profonda differenza tra amicizia maschile e quella femminile, perchè secondo te?


"Ma su questo ho anche un pò giocato. In fondo credo che le amicizie vere e reali non hanno connotazioni di sesso. Se esistono, a tal punto da definirsi AMICIZIE, esistono e c'è poco da fare! Nel mio libro quella maschile è portata ai massimi livelli solo ed esclusivamente perchè Claudio ha vissuto determinte esperienze che lo legano ad un gruppo di amici (i componenti de 'il quadrilatero') e gli hanno aperto uno spaccato di amicizia femminile un pò "d'interesse"! Ma, in confidenza vi dico che ...Fabio la pensa diversamente!"

6) L'incipit  ha come fondo sonoro uno sparo di una pistola, che rappresenta l'uso della violenza soprattutto da parte dei giovani. A tuo avviso su quali basi la violenza si radica e si esprime?

"In realtà credo che tutto dipenda, se non totalmente almeno in larga misura, dai rapporti familiari. Credo che la mancata, giusta o eccessiva sensibilità nasca dalle strutture che deteriminano il carattere e la crescita di un adolescente: famiglia in primis, scuola, città, in una sorte di girone dantesco in cui solo all'ultimo stadio troviamo la stato. Il modo di esprimersi può andare dalla forma meno 'violenta', l'imporsi con la forza, anche psicologica, in determinate occasioni, a quella 'forte, d'impatto, brutale' come accade nel mio romanzo"



Mi dicono che
"Conosci bene il perchè del tuo viaggio. Conosci altrettanto bene il perchè del tuo ritorno. Buon viaggio straniero"
Fabio Massa 




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