martedì 15 gennaio 2013

La maratona di New York



Luis Fusaro, l’uomo con un proiettile in testa da 36 anni, partecipa alla Maratona di NewYork

Luis Fusaro, l’uomo con un proiettile in testa da 36 anni, partecipa alla Maratona di New York del novembre 2013, insieme ad Aldo Stefani ed altri Italiani, del gruppo del Dr. Roberto Cerè. Il celebre evento newyorkese vedrà impegnati i partecipanti su un percorso di 42 km e 125 metri. La partecipazione di Luis Fusaro (come lui stesso afferma) alla Maratona Americana costituisce la palese dimostrazione di come si possa affrontare la vita in modo del tutto positivo. Intende, infatti, dimostrare che tutto è possibile, se lo si vuole. Il Presidente della Interable Research Foundation intende portare in alto il nome del luogo natìo: Corigliano Calabro. E lo fa, nonostante l’interabilità con la quale convive, sin dalla più tenera età. Ha la gamba sinistra più corta di un centimetro e mezzo rispetto a quella destra, ed una ridotta funzionalità del braccio sinistro. Ma questo non gli impedisce di affrontare gli eventi della vita con coraggio, grinta e determinazione. Partecipa affinché trionfino i più nobili valori, perché ognuno possa riscoprire le proprie potenzialità interiori che sono notevoli e consistenti. Bagaglio di cui ognuno dispone, e che magari cerca, brancolando al buio, senza sapere che è già dentro di noi. Sono stati proprio i più alti valori, la molla scatenante che ha portato Luis Fusaro, insieme ad altri membri del team della IRF, a costituire giuridicamente la Interable Research Foundation. L’amore per la vita può condurre chiunque a trovare strade nuove da percorrere per vivere meglio, e ad agire in tal senso. Spesso accade che chi viene messo a dura prova dagli eventi della vita senta il bisogno insopprimibile di uscire dal proprio guscio, ed affrontare con coraggio ciò che considera arduo da affrontare. Poi ci si rende conto col tempo che la difficoltà è stata essenzialmente mentale o psicologica. Ed è proprio questo che Luis Fusaro ha affrontato. Le proprie barriere interiori sono le più dure da demolire, e, proprio per questo, consentono di sentirsi gratificati, oltre qualsiasi previsione, allorquando si affrontano e si demoliscono. Si acquista così la propria identità. Identità che non è l’unica soluzione di vita. Ne esistono tantissime. Ed è la capacità camaleontica dell’Essere umano che gli consente di cambiare pelle, e quindi di fare le proprie scelte in base alla propria intelligenza, all’ambiente circostante, ed agli affetti che lo circondano. L’uomo ha bisogno di emozionarsi, di sognare. E’ vero che siamo fatti della stessa materia dei sogni. Essi aiutano a vivere meglio. Perché? Sicuramente perché non si ritiene che essi siano impossibili. Se fossero impossibili non si dedicherebbe del tempo ai sogni. Sognare non solo è lecito, ma si può essere artefici del proprio futuro nel modo migliore e come si vuole. Ciò significa che se si vuole una determinata cosa occorre, sin da subito, impegnarsi nel costruirla, lavorando.
 Luis Fusaro è impegnato nella vita, in qualità di Presidente della IRF (Fondazione Scientifica), in una Maratona personale rivolta alla collettività, finalizzata a migliorare la qualità di vita delle Persone interabili, tramite la Ricerca Scientifica, la Formazione, l’Informazione e l’Inserimento nel mondo del lavoro. L’evento newyorkese non è quindi soltanto una semplice sfida: innanzitutto è una sfida verso sé stessi, essendo noi stessi i più duri avversari da affrontare; poi la palese dimostrazione che le grandi difficoltà possono e debbono essere sconfitte quotidianamente; e, ancora, la scelta di farlo nel modo più intelligente: divertendosi, e vedendo posti nuovi dalla natura incantevole, presenti in tutte le aree del nostro pianeta, anche quelle più lontane.      
Aldo Stefani

Mi dicono che
"Un piede avanti l'altro, un passo alla volta, non ha importanza quante volte cadi, quello che è importante e che ti rialzi una volta in più (...)Se non credi in te stesso non pensare che gli altri lo facciano per te. Le prove a cui sopravviviamo ci rendono più forti." 
Nietzsche


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