martedì 5 marzo 2013

La non vita dei precari - apriamo un dibattito


La realtà lavorativa italiana, soprattutto quella dei giovani, è sempre più intrappolata nel meccanismo perverso del precariato, che, oltre a non garantire stabilità e futuro per le nuove generazioni, non consente la crescita professionale dei giovani e relega la società in uno stato di imballo e di crescita zero.
Quello del precariato è un tema attuale e talmente evidente da permeare ogni campo della società; eppure, paradossalmente, si dà per scontato che la società vada in questa direzione, senza scandagliarne le cause e senza proporre soluzioni, lasciando non solo i giovani in attesa di un futuro che non si fa mai presente, ma anche adulti e padri di famiglia in totale balìa della caducità dell'esistenza.
In base ai dati forniti dall'ISTAT, in Italia il numero dei precari ha superato i 2 milioni 800mila: di questi 2 milioni e 375mila lavorano con contratto a termine, mentre 433mila sono definiti "collaboratori"; si tratta in percentuale del più alto numero di precari dal 1993.
Purtroppo, dato ancora più allarmante, cresce enormemente il tasso di disoccupazione, che in Italia ha raggiungo l'11,7% (dato più alto in assoluto dal 1992): il numero complessivo di chi non ha (più) un lavoro è di 2 milioni 999mila italiani; ed è incredibile appurare che nel solo mese di dicembre 2012 i disoccupati sono aumentati di 110mila unità!
La questione per i giovani è molto più grave: nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni la disoccupazione tocca addirittura il 38,7% della popolazione (in totale 655mila persone), con un aumento mensile dell'1,6%.
Sulle cause di questa catastrofe (è il caso di chiamarla tale) si possono scrivere trattati, ma di sicuro è importante fare un collegamento con il Prodotto Interno Lordo (PIL), che in Italia è in costante diminuzione: nel 2012 tale indicatore è sceso del 2,4% (non era così basso dal 2001). Se non si produce lavoro e ricchezza, non si genera occupazione; e ciò vale soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno d'Italia, che vivono storicamente una situazione di stallo produttivo, da una parte sfruttate (nelle risorse) dai cicli di trasformazione e distribuzione dei prodotti delle aziende del Nord, dall'altra incapaci di carpire fondi per edificare infrastrutture e avviare aziende e cicli produttivi (in una zona enormemene fertile dal punto di vista agricolo ed incredibilmente bella per il turismo, tanto per fare due esempi di possibili filiere produttive) a causa di politici locali incompetenti, disattenti o corrotti da interessi delle sempre più presenti associazioni di stampo mafioso. Eppure i fondi per risollevare il sud, soprattutto a livello di fianziamenti europei, ci sarebbero!
L'Associazione culturale "Felix" organizza, presso il Teatro studio Apollonia di Via San Benedetto (Salerno), una giornata di dibattito intorno al tema del precariato e, come sua consuetudine, lo fa prendendo spunto da opere artistiche e culturali di alto livello, prodotte da autori giovani: il dibattito, infatti, sarà stimolato dalla visione di un bellissimo film, intitolato "La ballata dei precari", di Silvia Lombardo, dalla lettura di alcune poesie dalla raccolta "Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo" (autori vari) e da alcune pagine del romanzo "Infine chiedete aiuto. Storie di abbrutimento stipendiato", di Marco Bifulco.
Questo nella convinzione che l'arte, attraverso la produzione di emozioni, sia una delle poche armi con cui i giovani possono realmente sensibilizzare le istituzioni e incidere nella società.
Saranno presenti gli autori: Marco Bifulco, Elena Lavorgna e Alfonso Maria Petrosino.
L'evento è promosso dall'associazione culturale "FELIX" ed è ospite della rassegna teatrale "Out of bounds-drammaturgie fuori confine" curata dall'associazione culturale LAAV.
Ingresso libero.
Per ulteriori informazioni, consultare il sito dell'Associazione Felix: www.festivalibrocampania.it
Michele Piastrella
Mi dicono che ...
"Il pensiero della precarietà mi accompagna in ogni circostanza: stamane, imbucando una
lettera, mi dicevo che era indirizzata a un mortale".
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

 

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