mercoledì 21 agosto 2013

Alla scoperta del tè cinese ...

L’imperatore Shénnóng (神農) durante i rituali e le preghiere era solito bere acqua sorgiva scaldata a fuoco vivo. Un giorno in quella tazza di acqua caddero delle foglie di Camelia, dando immediatamente all'acqua un sapore unico, seducente. 
Forse così nacque il tè in Cina e al di là dei racconti leggendari è seriamente difficile risalire con certezza all'epoca storica in cui il tè è diventato una bevanda con un suo status culturale.

"Nelle redazioni più antiche (III secolo d.C.) dello Shénnóng běncǎo jīng (神農本草經), trattato di medicina e di classificazione delle erbe attribuito al mitico Shénnóng, non compare alcun riferimento al tè, ma la prima classificazione del tè in questa opera compare solo nella redazione del VII secolo. Un riferimento al tè potrebbe comparire nella ode, tra le altre, n.35 dello Shī jīng (詩經),opera la cui redazione è iniziata presumibilmente prima del X secolo a.C. e la cui sistematizzazione è attribuita a Confucio (VI secolo a.C.). Tuttavia è molto probabile che il carattere che vi compare, 荼 (tú) indichi una pianta differente dal tè, il sonchus oleraceus. Infatti l' Ěryǎ(爾雅,Dizionario letterario) opera risalente per alcune parti al III secolo a.C.offre come definizione di 荼 (pinyin tú) il termine 苦菜(pinyin kǔcài, erba amara), che corrisponde proprio al sonchus oleraceus, erbatutt'oggi utilizzata nella cucina cinese. Lo stesso Ěryǎ descrive il carattere 檟(pinyin: jiǎ) con il carattere 荼 (pinyin tú)qualificandolo come amaro. Guō Pú (郭璞, 276-324) nel suo "Commento all' Ěryǎ" (爾雅注, Ěryǎ zhù) spiega che 檟(pinyin: jiǎ) è una pianta da cui si ricava un infuso: le prime foglie sono chuăn quelle più tardive sono tú, in questo caso, invece, l'autore potrebbe riferirsi proprio alla piante del tè.Nel Sānguó Zhì (三國志, III secolo) compilato da Chén Shòu (陳壽, 233-297) viene riportato che Sūn Haò (孫皓,regno: 264-280) l'ultimo imperatore del Regno di Wú (吳)nel corso di un banchetto fece segretamente servire del chuăn al posto del vino di cereali al grande precettore Wéi Yào (韋曜). Nel Guǎngyǎ ( 廣雅/广雅) redatto da Zhāng Yī (張揖,?-227/232) viene riportato che nel Sichuan e nello Hubei le foglie di tè dopo essere state raccolte venivano pressate in tavolette e quindi arrostite fino a prendere un colore argilloso, infine sminuzzate per le infusioni o i decotti in cui venivano aggiunte cipolla, zenzero e scorza di mandarino."

Anticamente, il tè veniva preparato per ebollizione, ed il primo a portare nota di questa tecnica è stato il grandissimo Lu Yu, un`eremita Cinese che viveva sui monti esclusivamente per il piacere del culto sul tè, e autore non solo di poesie e commedie ma anche del testo più importante sulla cultura del tè di tutti i tempi: Cha Ching (Il canone del tè).

Ma oggi è possibile fare un buon tè cinese a casa propria?





Mi dicono che ...
« Le circostanze nelle quali si beve hanno motivi profondi! Per placare la sete si beve acqua, per dare conforto alla melanconia si beve vino, per scacciare il torpore e la sonnolenza si beve tè. »

Lù Yǔ, Chájīng, cap. VI



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