sabato 22 novembre 2014

Idee regalo per Natale: Creazioni Bian

 Manca poco a Natale e la corsa ai regali si fa sempre più incalzante. Come aiutarvi? Vi suggeriamo qualche idea.
 La prima idea è quella proposta da Creazioni Bian di Antonella che ha risposto alle nostre domande.


1) Che cosa è Creazione Bian?

"Creazioni Bian è l'acronimo che sta ad indicare il mio nome Bisceglia Antonella. Nasce dall'idea di voler creare uno spazio dove mostrare ciò che produco dalle mie mani"

2) Dal marmo alle sue polveri ... perché la scelta di questi materiali per la realizzazione delle tue opere? Come nasce l'idea di Creazioni Bian? 

"Tutto è nato davvero un po' per caso. Da un barattolo di gesso inutilizzato e un posacenere con una rosa incisa alla base è nato il mio primo gessetto. Ricordo che il risultato non fu soddisfacente anzi molto deludente:infatti si scheggiò durante l'estrazione, era opaco, ruvido e grigio. Il solo fatto però che qualcosa fosse pur uscito mi diede la spinta a continuare. Desideravo ottenere un risultato migliore e volevo arrivare ad un bianco candido. In commercio c'erano polveri di vario genere pronte per l'uso proprio per fare questo tipo di lavoro e ne comprai qualcuna. il risultato fu nettamente migliore ma ancora non era il risultato che volevo raggiungere (ahimè, amo la cura per i particolari e tento sempre di essere perfetta). Per questo motivo ho tentato di creare la miscela, utilizzando del marmo reso molto fine come una polverina e ho sperimentato più e più volte per trovare le  giuste proporzioni con i vari componenti. Alla fine il mio impegno e la mia tenacia furono ricompensati: ottenni un impasto fluido, lucido che ben facesse sperare ad un esito positivo della colata. In seguito ho personalizzato il composto con l'aggiunta delle essenze che non macchiassero il biancore dei gessetti.

3) Oltre ai gessetti, potremmo vedere altre novità per Natale?

Certo che si! Ho realizzato per l'avvento del Natale alcuni 'chiudipacchi' profumati, da poter applicare su ogni confezione regalo così da poterlo personalizzare. Inoltre ho creato delle decorazioni da poter appendere sull'albero.


4) Che cosa ti spinge a creare?

Ho sempre creato sin da bambina e credo che sia una mia predisposizione naturale. Da ragazzina ad esempio imparai da una mia cara amica a creare dei fiori con dei comuni collant. Mi specializzai così tanto che vennero utilizzati per l'allestimento delle vetrine di alcune attività commerciali del mio quartiere. Imparai a fare la pasta di sale e a modellare soggetti di vario genere, fino a quando alle superiori mi trattenevo a scuola quasi ogni pomeriggio per seguire un corso di ceramica dove imparai davvero tanto. Ciò che mi spinge è la necessità, o meglio il mio bisogno da dover continuamente appagare perché quando creo mi sento appagata e riesco ad esprimere quanto ho pensato. Ovviamente se realizzo così come ho pensato un oggetto, distruggo e ricomincio da capo. Insomma tra me e il creare c'è un vero e proprio rapporto di odi et amo.

5) Le forme che dai alle tue creazioni da dove nascono?

Uso degli stampi che sono in vendita in diversi negozi di hobbystica. Vengono generalmente utilizzati per colate in resina o gesso. Il mio desiderio in realtà sarebbe quello di realizzare io stessa le mie forme come ho fatto con la miscela. Sto lavorando puntando a questo scopo, precisamente alla realizzazione di modelli in argilla per poterne ricavare i calchi, così che darei vita alla mia linea, ad una mia collezione.

6) Mi dicono che ...
"Fai delle tue Idee una Realtà Concreta"
Antonella Bisceglia




Mi dicono che
L'immaginazione è la qualità più tipicamente umana, quella che consente di creare, inventare, capire. È la qualità che consente all'uomo di trovare un margine di libertà, di sfuggire, in parte, alla sua condizione di marionetta mossa dai fili genetici e ambientali.
Piero Angela, Da zero a tre anni, 1975

















venerdì 14 novembre 2014

Rondò è nell'Aldiqua

Dopo la presentazione del romanzo di Cosimo Raviello, Aldiqua, tenutasi presso palazzo Sant'Agostino il 7 novembre 2014, interroghiamo l'autore:

1) Il protagonista del nuovo romanzo è Grim, la morte divenuta mortale. Quanto è diverso o quanto assomiglia a Tobia, protagonista del tuo primo romanzo?

Sono personaggi abbastanza diversi, che appartengono a due ambientazioni completamente diverse, eppure hanno più di una cosa in comune. Per esempio in Grim traspare il concetto di inettitudine sveviana già vista nel personaggio di Tobia.


2) La cornice narrativa della morte che per colpa di un ritardo è diventata mortale, permette di considerarla "una di noi" nel momento in cui affronta le nostre stesse difficoltà. E' giusta questa analisi?

Certo, è una delle cose che volevo trasmettere al lettore.


3) Come è avvenuta la scrittura del secondo romanzo dopo la scrittura del primo romanzo?

Come ben sai il primo libro era privo di una trama vera e propria. Essa faceva solo da contorno e serviva ad “alleggerire” con l'ironia i temi esistenziali trattati. Nel secondo libro invece, oltre mandare un messaggio e far ridere, volevo creare una storia che potesse coinvolgere il lettore e che avesse uno o più finali a sorpresa. Spero di esserci riuscito.

4) Tobia e Grim sono due personaggi che leggono. Quanto ti rappresentano?

Grim non ama leggere. A differenza di Tobia lo fa solo quando è costretto. Sicuramente mi rispecchio più nel secondo. Non si può pretendere di scrivere se non si legge.

5) La morte si innamora di una ragazza di colore: Artemisia, unica presenza femminile del romanzo. A quale tipo di donna ti sei ispirato?
A nessuna in particolare. Le persone che Grim incontra ad Acquamelma sono modelli (quasi sempre negativi) della nostra società. Ogni personaggio quindi rappresenta una categoria di individui, non una persona specifica.

6) Hai ironizzato sul tema della morte, ma tu hai paura della morte?


Un po' sì, ma avendola resa protagonista del mio libro, spero abbia per me un occhio di riguardo e passi a prendermi il più tardi possibile.

7) La domanda che percorre in tutto il libro è "quale è il mistero della vita?" e quale mistero ha per te la vita?

Lo stesso che trova Grim verso la fine del romanzo e che, per non rovinare la sorpresa a chi ha intenzione di leggere il romanzo, ometto di dire qui.

8) Hai sperimentato un nuovo tipo di scrittura, quella ironica, quanto è cambiato il tuo stile rispetto al primo libro?

Beh, molto. Principalmente perché il precedente libro era scritto in prima persona, questo in terza.

9) Acquamelma è il paese in cui la morte diventa umana e viva. Che cosa rappresenta in realtà?
Acquamelma rappresenta un intero Paese, con i le sue debolezze e le sue contraddizioni. È come se tutta la nostra nazione fosse concentrata in questa fangosa città.


10) Quali sono i tuoi modelli letterari?

Come lettore ne ho molti, come scrittore invece sono abbastanza selettivo e cambio modello in base a ciò che sto scrivendo. Per Aldiqua mi sono ispirato molto a Terry Pratchett, Neil Gaiman e Douglas Adams.



Mi dicono che...
La letteratura nasce sempre da un attrito, da un contatto elettrico tra la lingua e qualcosa che comunque sfugge al nostro controllo, si tratti della società circostante o dei fantasmi della propria interiorità.
Gabriele La Porta, Meno letteratura, per favore!, 2010


mercoledì 12 novembre 2014

Gridare per farsi ascoltare

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
 
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”

“Gridano perché perdono la calma” disse uno di loro.

“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.

“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo.

E il maestro tornò a domandare: “allora non è possibile parlargli a voce bassa?”

Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò:

“Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.
Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro.
D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente.
E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola.
A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano. 
E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono.

E questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”

Infine il pensatore concluse dicendo:
“Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

Gandhi

martedì 11 novembre 2014

C’era una volta la “new economy”

Il world wide web, internet e l’utilizzo diffuso delle nuove tecnologie negli Usa alla fine degli anni novanta, aveva convinto e illuso un manipolo di analisti di mercato e imprenditori che il web era “la nuova corsa dell’oro”: l’idea di new economy era la creazione di un nuovo mercato basato sulla rete globale, prevedendo che le aziende dovessero “posizionarsi” su internet. Questo fenomeno provocò la prima "bolla speculativa" del nuovo millennio, causata da un crescente mercato di expertise arruolata dalla alta finanza per assistere le aziende create dal nulla che sarebbero state rivendute in borsa per cifre astronomiche.

L’esplosione della bolla e il rallentamento dell’economia americana convinse tutti che internet è un efficace strumento di comunicazione che riduce i costi di trasferimento delle informazioni. Oggi qualunque utente di un paese avanzato, ad esempio, può reputare internet uno strumento democratico, limitando le critiche a questioni di tipo tecnico o economiche: con questa affermazione si può mistificare quanto di più oscuro si cela dietro l’apparente utilizzo di strumento falsamente innocuo.  Nessun profano mette in dubbio la potenza e la velocità con cui si possono reperire informazioni attraverso internet, l’immediatezza nelle comunicazioni e l’innovazione verso un uso multitasking grazie alla combinazione di variegati dispositivi, ma il problema non percepito è come viene gestito e riutilizzato questo magma di informazioni: in realtà foggiando le categorie politiche do inclusione e competizione/opposizione di Robert Dahl con l’inclusività degli utenti di internet e i loro diritti civili si scoprirà che paesi avanzati come gli Stati Uniti, pur assorbendo un elevatissimo numero di utenti, quest’ultimi devono scontrarsi con un’amara realtà in cui le “regole del gioco” sono decise  in alto: dopo l’11 settembre 2001 la presidenza di Bush ha autorizzato il "personale competente" di intercettare enormi flussi di informazioni, in particolare da e verso l’estero. Un esempio di questo tipo di operazione è la controversia legale Hepting vs AT&T, che avrebbe catturato una grande quantità di dati presso il gateway (dispositivo di rete che veicola il traffico di informazioni a livello locale) di San Francisco, alle porte della Silicon Valley.
La logica americana di controllo delle informazioni è in realtà basata su scelte logistiche adottate dalle amministrazioni precedenti, in particolare il FISA (Foreign Intelligence Security Act) del 1978, come è stato rivelato da New Scientist. Il FISA autorizzava l’acquisizione di dispositivi per la cattura di informazioni di 60 paesi tra l’Europa e l’Asia mentre oggi, non contando le leggi e i provvedimenti per la lotta alla pedopornografia o alla tutela del copyright delle industrie musicali e cinematografiche, la fuoriuscita di segreti di stato come quelli emersi grazie alle recenti dichiarazioni di Snowden hanno lasciato emergere un quadro globale in cui l’NSA (National Security Agency) domina il cyberspazio controllando telefonate o dati di internet godendo dell’appoggio di agenzie di sicurezza amiche, soprattutto quella britannica, e adottando con Londra gli esagerati flussi di comunicazioni del vecchio continente. Lo scandalo internazionale a nulla è servito nell’arrestare “il grande sacco” di Zio Sam infatti, secondo le recenti dichiarazioni di Julian Assange, quei volponi dell’Agenzia di Sicurezza hanno stretto delle partnership con il network più frequentato del momento e il motore di ricerca più famoso al mondo, due belle aziende vicine di casa situate nella Silicon Valley (precisamente nei pressi di Mountain View), riuscendo a mettere le mani sulle loro ricche e forbite informazioni estratte senza alcuna fatica, anzi con la stessa autorizzazione dell’utente.
L’era della new economy sembra ormai acqua passata sotto il Golden Gate: dall’utopia degli analisti di mercato siamo passati ai “creativi mercenari”, gente come Zuckerberg, Larry Page o Vincent Cerf e Bob Kahn (questi ultimi due signori sono gli inventori della rete!) che hanno rinunciato già da tempo agli ideali di gioventù barattandoli con miliardi di dollari, quotazioni in borsa e riconoscimenti. Infatti Vincent Cerf e Bob Kahn sono gli inventori di qualcosa di straordinario, dei veri visionari, profeti di un sistema libero e anarchico che in realtà è esistito solo nelle loro idee, perché limitato alla sua strumentalità.
Il genere umano è riuscito a riprodurre parallelamente un sistema pseudo democratico che in realtà somiglia molto a quella democrazia degenerata di Aristotele, confinante con l’idea di poliarchia elaborata Robert Dahl: internet come mezzo assume lo status di luogo di scambio delle informazioni e delle idee ma è  regolato tecnicamente da chi possiede l’expertise, la conoscenza e gli strumenti, per cui la poliarchia può scadere in realtà in oligarchie o peggio, in egemonie (à la Gramsci).  Assange quando dice che “ogni organizzazione poggia su una montagna di segreti”, suggerisce che solo per casi limite (come la Cina) internet è un’egemonia mentre gli Stati Uniti non sono né una poliarchia né un’oligarchia. Internet è solo politeia buia, regolata da scelte ignote e retta da un popolo consenziente.


Mi dicono che
"La new economy è una cosa molto seria nei suoi effetti. Mai nella storia del capitalismo si era assistito a uno spostamento a uno spostamento così rapido e colossale e spesso arrischiato di mezzi finanziari"
Giorgio Bocca

domenica 9 novembre 2014

Cosimo Rondò è Aldiqua!

Venerdì 7 novembre 2014 presso l'Aula Consiliare di Palazzo Sant'Agostino (Salerno) c'è stata la presentazione del nuovo romanzo di Cosimo Raviello, Aldiqua. Sono intervenuti l'autore Cosimo Raviello, la dottoressa Luciana Libero, Presidentessa del Forum delle Culture e Valentina Spacagna, nostra rappresentante.




Ma che cosa è successo?




La presentazione del libro è stata curata nei minimi particolari dall'Associazione Avalon, incarnata nella figura del presidente Michele D'Elia e dei referenti Daniele De Chiara e Nicola Bonadies, che hanno invitato i relatori e hanno previsto la lettura dei passi con sotto fondo musicale. L'atmosfera sembrava rarefatta: l'emozione dell'autore è palpabile. Dopo il suo primo libro il Folle viaggio di Tobia (recensito già da noi nel post Il Folle viaggio di Cosimo Raviello) Cosimo scrive un nuovo romanzo, una nuova avventura.Gli interventi sono stati chiari e ben dosati: la presidentessa del Forum delle Culture, Luciana Libero, ha chiarito l'importanza della cultura nel salernitano e come essa sia movimentata da autori emergenti come Cosimo Raviello. Il moderatore Vittorio Cicalese, introducendo i relatori con estrema competenza, ha dato la parola alla dottoressa Vittoria Guaccio (esponente territoriale dell'associazione A.I.B., Associazione Italiana Bibliotecari) e alla laureanda Roberta Capo, che hanno letto alcuni stralci del romanzo accompagnate dalle note suonate dal maestro Antonio Pappacoda. 




Ma la cultura è dovunque e dappertutto: l'associazione Avalon ha fuso la fotografia e la letteratura. Infatti è intervenuto il fotografo Federico Fasulo che con i suoi scatti ha cercato di dare un'immagine all'ambientazione di Aldiqua.


Per quanto riguarda noi, rappresentati da Valentina Spacagna, che ha commentato il libro ed ha rivolto domande all'autore (che saranno oggetto di un nuovo post), siamo stati ben lieti di partecipare ad una presentazione curata nei minimi particolari dall'Associazione AVALON, i cui contatti sono: tel. 345 261 2207; mail avalon.sa.info@gmail.com

Tutte le foto presenti nel post sono state scattate dallo staff dell'Associazione Avalon.


Mi dicono che 
"La letteratura non è altro che un sogno guidato".
Jorge Luis Borges, Il manoscritto di Brodie, 1970

mercoledì 5 novembre 2014

Aldiqua ... aldilà?



Nella persona del Presidente, Michele D’Elia,
è lieta di invitare la S.V. alla presentazione del libro

“ALDIQUA”

un’iniziativa editoriale della 0111 Edizioni

Interverranno
Il Dott. Cosimo Raviello – Scrittore ed autore del libro “Aldiqua”
La Dott.ssa Luciana Libero – Presidentessa del Forum delle Culture di Salerno
La Dott.ssa Valentina Spacagna – Critica e blogger letteraria di Mi dicono che

Venerdì 7 novembre 2014, ore 17.00
Aula Consiliare – Palazzo Sant’Agostino

Salerno



Noi ci saremo ... voi?


Mi dicono che 

"La letteratura non permette di camminare, ma permette di respirare"
Roland Barthes