lunedì 23 marzo 2015

Chi è l'assistente sociale? #1

Innumerevoli furono le definizioni attribuite alla figura dell’Assistente Sociale, ad oggi esso è definito come il professionista che agisce o come lavoratore dipendente, con funzioni di base, di coordinamento e di direzione, o come libero professionista, nell’ambito del sistema organizzato di risorse, pubbliche e private, istituzionali e non, secondo principi, valori ed obiettivi eticamente, socialmente e giuridicamente fondati.

La Persona è al centro di questa azione professionale, dove essa non viene più vista come destinataria-consumatrice dell’aiuto ma viene percepita in quanto tale, ovvero come protagonista consapevole dei processi di chiarificazione e valutazione dei propri problemi e vissuti. In quest’ottica tale figura professionale assume il ruolo di “guida relazionale”, di esperto non delle soluzioni, ma dei possibili percorsi e dei segnali da seguire, in modo da individuare in maniera costruttivistica, insieme alla Persona, reali soluzioni alle proprie difficoltà. Il sostegno che l’Assistente Sociale fornisce a coloro che necessitano di aiuto (Utente) consiste in percorsi di superamento autonomo dei problemi e dei bisogni, o degli stati di disagio, di esclusione, di marginalità che limitano e condizionano il processo emancipativo degli stessi. Quando l’Assistete Sociale si accosta ad una situazione di aiuto, porta in primo luogo soprattutto se stesso, che rappresenta il primo strumento in suo possesso per lavorare con gli altri, per poi avvalersi delle competenze di altre figure professionali, quali medici, psicologi, avvocati, educatori, mediatori.


Essa, dunque, si può definire una professione di servizio alla persona, orientata all’aiuto e al servizio di chiunque. Gli Assistenti Sociali sono agenti di cambiamento nella società e nella vita degli individui, famiglie e comunità , la loro mission è rendere capace l’individuo di sviluppare appieno le sue potenzialità, migliorando la propria vita. L’obiettivo specifico è quello di dare risposte, individualizzate e personalizzate a situazioni di bisogno, quello di accompagnamento nell’individuazione di risorse proprie e quelle presenti sul territorio di appartenenza. Gli strumenti utilizzati per l’esercizio della professione sono innumerevoli, ovvero il colloquio, la cartella sociale, la visita domiciliare, la relazione sociale, il contratto, la supervisione, la documentazione, il lavoro di equipe. Quest’ultimi consentono di agevolare il raggiungimento degli obiettivi di cambiamento e di aiuto, alcuni sono finalizzati alla conoscenza e all’intervento verso l’utenza e altri, legati alla dimensione organizzativa-gestionale, finalizzati alla promozione, progettazione, organizzazione delle risorse e dei servizi, la ricerca e la conoscenza della comunità.

L’Assistente Sociale come anticipato precedentemente può operare autonomamente o in diversi settori ed enti sia pubblici che privati.  Ricordiamo
- gli Enti locali quali Regione, Provincia, Comune, Ministero dell’Interno, Prefettura, Organizzazioni, Terzo Settore (privato sociale), Centri d’impiego, Strutture residenziali e semi-residenziali per anziani, minori, inabili
- gli Enti di integrazione socio-sanitaria quali il Consultorio, l’Azienda Sanitaria Locale (ASL), Azienda Ospedaliera, Dipartimenti di Salute Mentale (DSM), Unità di Valutazione Integrata (UVI) a cui possiamo fare riferimento all’Unità Valutative Distrettuali e Geriatriche (UVD) (UVG), Servizi per la Tossicodipendenza, le Unità Multidisciplinari per l’Età Evolutiva (UMEE) e per l’handicap dell’Età Adulta (UMEA)
- gli Enti di risocializzazione quali Tribunale per i minorenni, Comunità di Accoglienza, Ministero di Giustizia ovvero presso l’Ufficio Servizi Sociali Minorenni (USSM) e Servizio Sociale Adulti, l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna (UEPE), le Comunità di accoglienza, l’Amministrazione penitenziaria.
In questa sede si andrà ad approfondire proprio il ruolo dell’Assistente Sociale negli Enti di risocializzazione.

Elenia Avino


Mi dicono che
“Chi vive nel “mondo” non può esperire in sé nient’altro che la lotta tra una moltitudine di valori.
Egli deve scegliere quale di questi dei vuole o deve servire”
Max Weber

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