lunedì 16 marzo 2015

Chi è l'assistente sociale?

"È curioso", commenta il guerriero della luce fra sè e sè. "Incontro tanta gente che, alla prima occasione, tenta di mostrare il lato peggiore di sè. Cela la forza interiore con l'aggressività; dissimula la paura della solitudine con un aria di indipendenza. Non crede nelle proprie capacità, ma vive proclamando ai quattro venti i propri pregi." Il guerriero della luce legge questi messaggi in tanti uomini e tante donne che conosce. Non si lascia mai ingannare dalle apparenze, e fa di tutto per rimanere in silenzio quando tentano di impressionarlo. Ma coglie l'occasione per correggere le proprie mancanze, giacchè gli uomini sono sempre un ottimo specchio. Un guerriero approfitta di qualsiasi opportunità per imparare.

Paulo Coelho, Manuale del guerriero della luce

L'assistente sociale dovrebbe essere quel guerriero della luce
 La professione di Assistente Sociale è presente nel panorama nazionale da oltre cinquanta anni ed ha raggiunto un pieno riconoscimento a livello istituzionale e legislativo negli ultimi quindici anni, grazie a una serie di norme che ne hanno segnato l’evoluzione sia sul piano formativo sia su quello professionale. 
Si dovrebbe avere un panorama chiaro e definito sulla figura dell’Assistente Sociale, sul suo ruolo e sulle sue funzioni, ma non è questa la realtà: infatti le domande che i cittadini italiani si pongono frequentemente, a volte senza darsi alcuna risposta, sono: 
Chi è l’Assistente Sociale? 
Qual è il suo ruolo? 
Qual è la sua funzione?. 
Le risposte date dalla gente comune intendono l’Assistente Sociale come “colei” che porta via i bambini alle famiglie, o anche “maestrina” che vuole insegnare a genitori come crescere i propri figli oppure "missionaria al servizio dei più bisognosi". Risposte di questo tipo sono date dalla scarsa conoscenza del vero ruolo svolto da questi professionisti del sociale, dalla considerazione che la professione stessa non sia tale, (tesi finora sostenuta da alcuni studiosi che la ritengono una semi-professione). Questa visione distorta è favorita anche dalla cattiva pubblicità che i mass media costruirono e costruiscono nei confronti della professione stessa, dando un’immagine non sempre reale di essa.  

Facciamo chiarezza:

Come nasce l’assistenza sociale?


L’attività di assistenza nasce come carattere spontaneo, volontario e caritativo offerto dalla Chiesa agli indigenti, solo a partire dal XIX secolo si trasforma in un vero lavoro sociale, dapprima nei paesi anglosassoni e poi in tutto il mondo, dunque anche in Italia, dove si ebbe un radicale cambiamento a partire dal 1890 con la Legge n° 6972 nota come “Legge Crispi” la quale è stata la prima norma quadro in materia di assistenza e beneficenza, coordinatrice di tutte le iniziative benefiche e di carità, enti morali e “Opere pie”. 
Tappa fondamentale per l'affermazione delle nuove idee sulla funzione assistenziale fu il Convegno di Tremezzo, svoltosi a Como nel 1946, in cui i lavoratori poterono discutere sull’assistenza in Italia, considerando non solo i gravi disagi causati dalla guerra, ma anche di preoccuparsi  a definire nel settore socio-assistenziale per la prima volta le principali linee politiche dell’assistenza pubblica, nonché le funzioni specifiche dell’Assistente Sociale. In questi anni si supera la concezione dell’assistenza come beneficenza (fare del bene, beneficiare), facendo riferimento alle esperienze straniere più significative che la considerano come prestare aiuto, soccorso. Ma solo dopo un lungo dibattito, animato da rivendicazioni e frammentari provvedimenti a tutela delle fasce deboli; come dalle difficoltà nel dare compiuta applicazione alla riforma universalistica della sanità (integrazione socio-sanitaria) e dei processi di decentramento degli Enti Locali territoriali, che rendevano evidente l’esigenza dell’Universalità, della partecipazione dei cittadini, della programmazione, della territorialità; finalmente in Italia, in riferimento ai Servizi Sociali, si è varata la Legge n°328 dell’8 novembre del 2000, che rappresenta la “Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Con essa si ridefinisce completamente il settore socio-assistenziale e soprattutto si pone al centro del discorso l’individuo come essere umano nella sua interezza, che deve essere aiutato nelle condizioni di difficoltà. Tale legge ha contribuito al rafforzamento della figura dell’Assistente Sociale come professionista in Italia.

Elenia A.

Mi dicono che...
“Quando trattiamo con la gente, ricordiamo che non stiamo trattando con persone dotate di logica. Noi stiamo trattando con creature dotate di emozioni, creature agitate da pregiudizi e motivate dalla superbia e dalla vanità.” 
DALE CARNEGIE


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