sabato 2 maggio 2015

Mal d'Amore

Mi dicono che ...
Se un piatto o un bicchiere cadono a terra senti un rumore fragoroso.
Lo stesso succede se una finestra sbatte, se si rompe la gamba di un tavolo o se un quadro si stacca dalla parete. 
Ma il cuore, quando si spezza, lo fa in assoluto silenzio. 
Data la sua importanza, ti verrebbe da pensare che faccia uno dei rumori più forti del mondo, o persino che produca una sorta di suono cerimonioso, come l'eco di un cembalo o il rintocco di una campana. 
Invece è silenzioso, e tu arrivi a desiderare un suono che ti distragga dal dolore. 
Se rumore c'è, è interno. 
Un urlo che nessuno all'infuori di te può sentire. 
Un boato così forte che le orecchie rintronano e la testa fa male. 
Si dimena nel petto come un grande squalo bianco intrappolato nel mare; ruggisce come la mamma orsa a cui è stato rapito il cucciolo. 
Ecco cosa sembra e che rumore fa. 
È un'enorme bestia intrappolata che si agita, presa dal panico; e grida come un prigioniero davanti ai propri sentimenti. 
L'amore è così…nessuno ne è indenne. 
È selvaggio, infiammato come una ferita aperta esposta all'acqua salata del mare, però quando si spezza il cuore non fa rumore. 
Ti ritrovi a urlare dentro e nessuno ti sente".

Se tu mi vedessi ora - Cecelia Ahern

Ma come superare il dolore della fine di un rapporto d'amore?

Rivisitiamo insieme le 5 fasi del lutto di Kubler-Ross



I fase: Negazione
colonna sonora: Giorgia - non mi ami

"Ma ti rendi conto? Ha lasciato me! Come si è azzardato! Che essere umano è ... è senza palle!"
"Non è possibile!"

Quante volte noi femminucce abbiamo esclamato frasi del genere? Tante, troppe. Ci risulta così difficile accettare che chi ci amava non ci ama più, ci risulta così doloroso riprendere i cocci della nostra anima e ricominciare. Ma chi vuole ricominciare? Il dolore è dilaniante e lo si indossa come se fosse una seconda pelle. Forse è il caso di fare un bilancio. Gli amici: pochi ma buoni, gli altri e quelli di lui tutti scomparsi. I parenti di lui: tutti dispiaciuti. I parenti tuoi: tutti incazzati. Tu dove sei? Urli in fondo di te, perché non riesci a crederci. Non riesci a credere di essere stata così stupida, di aver sprecato tempo, di aver amato inutilmente.  "Non mi interessa, per me non esiste!", stronzata! Più si nega quell'uomo, più la sua immagine percorre la volta dei pensieri. 


II fase: Rabbia
colonna sonora: Neffa-Dove sei

 "Te ne sei andato quando io avevo più bisogno di te, vigliacco!"
"Lo sai solo che ci penso mi incazzo! Un uomo del genere non ne voglio sapere! Basta!"

Dove sei? Si proprio tu, che mi hai frantumato in mille pezzi. Smettila di massacrarmi, lo vedi sono inerme, sono qui davanti a te in modo surreale. Ora basta! E la rabbia ci invade: tu uomo proprio tu che mi hai fatto soffrire come un cane, attento perché sono incazzata nera e ti farò scontare ogni mia ferita, perché uno prima di te mi ha massacrato ed io non posso fare altrimenti. Io non ho bisogno di te, ti uso come se fossi un oggetto di cui posso disfarmi immediatamente e continuamente. Io sono immune all'amore e me ne guardo bene di non dare più a nessuno la possibilità di ferirmi così come ha fatto quello stronzo... Sfogate la vostra rabbia, evitate di implodere, perché vi trascinate lì dove c'è buio. E al buio non si sta bene. Cercate di sfogare tutta la rabbia, perché vi avvelena l'animo e non potete perdervi per qualcuno. Non ne vale la pena (frase fatta, che in situazioni del genere viene usata ripetutamente).


III fase: Scendere a patti
colonna sonora: Gianna Nannini-Amandoti

Ora ci si ritrova spesso a pensare a come riparare i propri errori, ci si domanda cosa avremmo potuto fare per non arrivare a tanto, ci si ritrova a fare promesse a se stesse inutili e senza senso, ad augurarsi ardentemente “fa che non sia vero”, a telefonare, organizzare incontri per chiedere “scusa”, per ammettere le proprie responsabilità, per cercare magicamente di tornare indietro con “se avessi fatto…” “se mi fossi comportato…”.  Purtroppo chi non sa se vi ama o no, in realtà non vi ama. Chi è in crisi esistenziale e vi lascia, non vi trova la soluzione. Chi vi ama non farebbe mai e poi mai del male. I se e i ma non vi servono. Bene volete riconquistarlo? Fate di tutto per riprendere il vostro uomo. Ma dopo l'ennesimo rifiuto: lasciate perdere. Non vi ama, se vi avesse amato starebbe lì con voi, vi chiederebbe scusa per avervi abbandonato alla deriva. Chi va via è chi non prova più niente, altrimenti rimarrebbe.

IV fase: Depressione
colonna sonora: Gianna Nannini-Scegli me

"Non tornerà mai da me. Non sceglierà mai di nuovo me. Perché dovrebbe farlo? Se ne è andato!"

Quando dobbiamo farci male, non manchiamo mai occasione di farlo. Quando ci rendiamo conto che sono tutte illusioni e che comunque la realtà è quella, allora le nostre emozioni virano verso la depressione. Il dolore ormai è reale, non si può negarlo né scappare dalla situazione e quindi non possiamo che arrenderci, con tutti i sentimenti che questo comporta. In preda allo sconforto quindi si evitano stimoli, si cercano distrazioni, si evita di frequentare persone o posti che risveglino ricordi ma in realtà ormai è chiaro che la possibilità è solo l’accettazione della situazione. E questa considerazione fa emergere tutto il bello legato alla storia finita, perché il brutto l’abbiamo già “consumato” di rabbia e lacrime.Per quanto triste, questa è la fase in cui è necessario affrontare il dolore fino a toccare il fondo perché solo così si esaurirà prima. "Si ma è una parola! Che cosa ne capite voi? Non sapete cosa sto passando io! Non mi vuole! Non mi ama!"


V fase: Accettazione
colonna sonora: Nino d'Angelo- Jesce sole

Ora si sorride. Quel dolore stridente si è un po' affievolito. Il sole, il sole è la soluzione. Scalda la pelle e rinvigorisce i muscoli. Senti di avere tempo e che non puoi pensare la tua vita finita. Non ti senti sola in mezzo alla gente, inizi ad interessarti a quel che dicono e sei tu. Proprio ora sei tu! Quella storia ti ha segnato e porti il segno nel tatuaggio che sei andata a farti. Non puoi cancellarmi, ma non ne hai bisogno, ne hai fatto tesoro. Ora rimboccati le maniche, tu non puoi più aspettare. Hai nuovi obbiettivi e non puoi permettere a niente e a nessuno di metterti i bastoni tra le ruote del carro della tua vita. Non puoi più permetterlo. Non puoi più farlo, mia cara donna che risorgi dalle tue ceneri come quella mitica fenice. Mia cara donna non puoi più sorreggere gli altri: ora tocca a te.

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