martedì 16 giugno 2015

Come ti vedi tra un anno

Giochiamo ad un gioco: come ti vedi tra un anno? E cerchiamo di risponderci con onestà.

Quadro oggettivo: mi vedo viva e con un anno in più. Mi vedo con i capelli un po' piú lunghi forse raccolti durante la seduta di dottorato. Mi vedo con gli occhi lucidi ed emozionati per un traguardo raggiunto  dopo sudore e sacrificio. Quante lacrime su quelle pagine, quanta ansia e quanta angoscia dovute alla mania di perfezione ormai dettata dalla ricerca stessa. Mi vedo con Massimo il Confessore accanto a me, con i miei genitori uniti per il loro amore trentennale e con mio fratello raggiante come non mai perché felice della sua vita con sua moglie. Mi vedo profumata di vaniglia e cocco, per la dolcezza delle mie espressioni, domata e tranquilla con quel sorriso che mi scoppia dentro. Mi vedo serena e tranquilla pronta ad una sfida che la vita mi riserverà.

Quadro soggettivo: vorrei vedermi innamorata persa dell'uomo della mia vita, che coglie l'occasione della seduta di dottorato per portarmi al cinema. Si al cinema, in cui una sala è stata prenotata solo per noi ed io ignara di tutto. "Vediamo un film d'epoca restaurato, Sabrina". Ma certo che sí, perché perderlo?. "Ma la sala è vuota". "Tranquilla ti vado a prendere i popcorn così vediamo il film." Esce e mentre io penso a come sono fortunata, sullo schermo appare la nostra storia d'amore, e lí inizio a commuovermi. "Sei la donna che vorrei accanto a me per il resto della vita, vuoi sposarmi ed essere la madre dei miei figli?". Quell'uomo che mi è stato affianco nelle intemperie della mia vita,mi vuole nella sua vita, sempre; quell'uomo che è capace di capire tutti i miei pensieri pur non esprimendoli a parole, è il mio uomo. "Certo che si!". "Bene allora tra sei mesi ci sposiamo". Ecco che le paure mi assalgono: "scusa perché proprio io, perché vuoi sposare me?"; "perchè non posso perdere l'occasione della mia vita di essere felice, perché se penso di essere separati da te per tutto il resto della mia vita, mi condannerei all'incompletezza. Tu non sai che cosa mi succede quando non sorridi, non sai cosa mi accade quando ti vedo soffrire a causa del tuo corpo, che ritieni malandato in dotazione. Ho scelto di andarmene e ho sbagliato, ho scelto di non innamorarmi di te ed ho fallito, non riesco a fare a meno di come mi fai sentire". Il pianto mi consente di baciarlo appassionatamente e proprio in quel momento concepiamo il frutto di quell'amore che non pensavamo di provare l'uno per l'altra.


Non accadrà nulla di tutto questo, ma immaginarsi una vita diversa e augurarsi il meglio nei tempi bui non fa mai male. 

Mi dicono che:
"Vivere e sentire sono due cose diverse, così come il coraggio e l'onestá"
V. S.

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