venerdì 21 agosto 2015

Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile, e i tuoi malanni puoi dimenticar

"Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile, e i tuoi malanni puoi dimenticar" canta l'orso Baloo al piccolo Mowgli per insegnargli i trucchi della sopravvivenza. 

Bastano poche briciole, lo stretto indispensabile per dimenticare i proprio malanni? Sicuramente la misura è sempre lo strumento migliore non solo per sopravvivere ma anche per vivere discretamente, ma vivere di briciole o dello stretto indispensabile, quanto ci rende felice?

Bhè molto poco. Le briciole non soddisfano nel lavoro, negli affetti, nella vita.  Le briciole si incastrano in mezzo ai denti, appagano un minimo il pigolio dello stomaco ma non i crampi della fame. Le briciole possono indicare il percorso giusto da seguire ma forse non accontentano mai. 

Lo stretto indispensabile è "soggettivamente" soggettivo. Per un malato terminale è un giorno in più di vita, per chi sta affogando in mare è un salvagente, per chi è single un fidanzato/a, per chi desidera essere genitore un figlio, per chi non ha di cosa mangiare le briciole.


Dimenticare i propri malanni, forse solo non considerandoli malanni. Il trucco è cambiare strategia: usare resilienza. 

Il termine è stato preso in prestito dalla scienza dei materiali e di solito viene usato per indicare la proprietà di alcuni materiali di conservare la propria struttura o di riacquistare la loro forma originaria dopo essere stati sottoposti ad una deformazione della loro forma originaria. In psicologia connota proprio la capacità delle persone di far fronte agli eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà. Le persone con un alto livello di resilienza riescono a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti: secondo Susanna Kobasa, una psicologa dell’università di Chicago, le persone che meglio riescono a fronteggiare le contrarietà della vita, quelle più resilienti appunto, mostrano contemporaneamente tre tratti di personalità, quali

l’impegno, ovvero la tendenza a lasciarsi coinvolgere nelle attività nuove;
il controllo, ovvero la convinzione di non essere in balia degli eventi;
il gusto per le sfide, ovvero la disposizione ad accettare i cambiamenti.


La resilienza non è una caratteristica che è presente o assente in un individuo; essa presuppone invece comportamenti, pensieri ed azioni che possono essere appresi da chiunque; inoltre avere un alto livello di resilienza non significa non sperimentare affatto le difficoltà o gli stress della vita, non significa essere infallibili ma disposti al cambiamento quando necessario, disposti a pensare di poter sbagliare, ma anche di poter correggere la rotta. 

Mi dicono che
Chi possiede coraggio e carattere, è sempre molto inquietante per chi gli sta vicino.
Hermann Hesse


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