giovedì 17 settembre 2015

Le giornate d'autore della Dark zone



Partecipiamo alla giornata d'autore della Dark Zone (il cui gruppo Facebook lo troverete qui) e oggi conosceremo il romanzo di Evelyn Storm  dal titolo Le note del destino.




Sinossi: 
Le note del destino: Kyra e Tomas sono due ragazzi; rincorrono con successo il sogno di ballare e cantare. Si piacciono, si amano, vivono addirittura insieme! Cosa potrebbe frenare il loro idillio d’amore? Un piccolo particolare: sono fratellastri. Fra mille contrasti da parte della famiglia e degli amici, nonostante le rivalità, riusciranno a godersi la loro relazione? Scopritelo nella versione aggiornata e completa de “Le note del destino”, innamoratevi insieme a loro. 







Lasciamo la parola all'autrice (intervista a cura di Francesca Pace) :

Perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro? 

Principalmente per sognare e innamorarsi di nuovo. Per capire che chi lotta, nonostante le difficoltà, qualcosa ottiene. Che non tutti i giovani sono degli irresponsabili o dei perditempo, e che qualcuno di loro che mette cuore e fatica per raggiungere i propri obiettivi c'è. Infine, che l'amore vince su tutto, anche se il mondo esterno è ostile.


Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione? 

Di innovativo, al momento, forse niente. Ma nella sua prima versione, quando era ancora “Grido d'amore”, era innovativo per la storia d'amore tra due fratelli non di sangue. Un po' come succedeva nei fumetti giapponesi, ma da noi ancora non circolavano storie così. Con gli anni, invece, sì. Un'altra cosa che ho fatto è stata coinvolgere i veri fan dei Tokio Hotel, e per me era la prima volta che prendevo veri clienti, un vero bar e una vera lista dei menù per scrivere la storia. Ho anche preso spunto da una vera villetta per ambientare la casa dove vivono i protagonisti e mi sono servita di veri camerieri giapponesi per lo spunto ai due personaggi di origine orientale del romanzo. Trattandosi di una storia che può andare bene sia come young adult che new adult, ha in comune con questi generi il fatto di essere rivolto a un pubblico di giovani adulti, ma anche ai ragazzi più giovani o a chiunque abbia amato e abbia avuto un sogno. C'è poi la coppia intorno a cui ruota tutto e la storia che si genera, altra cosa in comune con la tradizione.



Che cosa ti ha spinta a scrivere? 

Non mi sono alzata una mattina e ho pensato: “Sì, proviamo a scrivere”. Da piccola mia madre mi raccontava bellissime storie inventate da lei, poi adoravo entrare in una stanza dove i miei nonni conservavano tanti libri. E io passavo il tempo a sfogliarli e ad annusarli. Alle elementari ho poi iniziato a tenere un diario, alle medie mi è capitato di fare prima la bella e in seguito la brutta nei temi in classe e al liceo ho scritto lettere d'amore per una compagna. Da lì scrivere poesie, fumetti, racconti e romanzi è stato istintivo.



Da che cosa è nata la storia?

Quali sono state le fonti di ispirazione? La storia è nata per caso. Una mia amica gestiva un bar con sua sorella e, standole intorno, ho osservato come serviva i clienti e come si confrontava con ognuno di loro. Da lì ho pensato di “trasformare” lei nella protagonista. Ho intervistato la mia amica che, nel tempo libero, era anche ballerina. I clienti e il bar sono diventati parte integrante del libro, mentre per il protagonista mi sono ispirata al cantante dei Tokio Hotel. Ovviamente l'intera band è diventata la band del romanzo.



Quando scrivi? E come? 

In modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo? Scrivo appena posso. Può succedere ovunque. Se sono in viaggio o quando non ho un pc a portata di mano, su un quaderno. Oppure capita direttamente sul computer, se mi viene un'ispirazione improvvisa e se una musica mi porta a scrivere ciò che, di conseguenza, si è delineato nella mia mente. In quanto al modo, non ce n'è uno solo. Ho provato un po' di tutto: sia continuo che discontinuo o improvviso.


Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori? 

Ho pubblicizzato il libro sui Social Network e sui miei blog. Ho creato giveaway  ed eventi, e ho chiesto ai lettori di scrivere una recensione. Ho anche mandato degli estratti a un'autrice affinché creasse per me un video. Ho scritto a vari blog e ho trovato i personaggi grazie a un mio evento. Mi spiego meglio. Ho chiesto ai partecipanti di mandarmi delle immagini che ritraessero i due protagonisti, Tomas e Kyra, come se li immaginavano dalla trama o dal libro stesso, se l'avevano letto. E mi sono arrivate tante foto di ballerine, cantanti, anche manga. Ma è ovvio che c'è ancora molto da fare. Non si finisce mai.


Perché la scelta del self publishing? se lo sei

Sì, lo sono. Ho fatto questa scelta per essere libera di gestirmi come voglio e per godere dei guadagni, senza dover aspettare mesi o anni come è successo con le case editrici. Certo, devo occuparmi di tutto io, ma va bene così. Quindi, a parte eccezioni e dei sogni che prevedono anche case editrici, penso che mi servirò del self publishing ancora per molto. 


Progetti per il futuro? 

Sì, parecchi. Devo innanzitutto fare uscire due nuovi libri e mandarne un terzo a una persona di cui mi fido per un parere. Ci sono anche altri libri in lista d'attesa che aspettano di essere scritti. Altre cose sono in progetto, ma ne parlerò solo quando e se si realizzeranno.



Tre persone da ringraziare:

 Rebecca Loose per la scelta del titolo, Morgana Lewis per la copertina e Sabrina Bordignon per avermi ispirato Kyra, la protagonista femminile. 

ESTRATTI

 Kyra: Camera mia. Non voglio vedere o ascoltare nessuno. Tanto, già ci pensano i miei pensieri a fare rumore e non c’è modo di riuscire a farli stare zitti. Fisso il muro, come se da un momento all’altro potesse crollare e potessi scoprire un mondo tutto nuovo. O lo fisso perché cerco un punto vuoto dove sognare a occhi aperti. 

Tomas: Continuo a chiedermi se valga la pena di sopportare le pene dell’inferno solo per scacciare il suo ricordo da me. Non sarebbe meglio ammettere con lei che la amo sul serio e che non c’entra nessuna stupida scommessa? Ma se poi mi ridesse in faccia o mi rifiutasse, sarebbe anche peggio. Meglio di no.




Mi dicono che

"Due persone dicono reciprocamente “ti amo”, o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l’attività dell’anima."

Fernando Pessoa





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