giovedì 5 novembre 2015

Ballata di un passato che sussurra all'orecchio

"Ora è necessario che ripristino le cose, non tu ma io". 

Sfogliai per l'ultima volta quelle fotografie ormai tutte stampate che prendono tutta la polvere della stanza sul comodino. Riposi ogni cosa dove avevo deciso: ormai non mi appartiene più quell'uomo che mi odia. Ma perché? Cosa gli ho fatto di così grave, perché non mi riconosce più, perché non comprende che se è agisco è solo perché voglio aiutarlo? È solo un inizio, un luogo che si perderà, espressione di quello che sarà, del divenire. Da un punto a un altro, margine di un costruire indelebile, di un costruire insieme, l’inizio si dilegua. Sono i giorni,i soliti giudici di quel tempo che scorre così la nebbia si alza oltre le nuvole e il corpo si riversa sopra la terra. Linee di confine violate dal dire senza sentire, orde di parole dette senza capire così il mentire conquista pezzi di gioia e serenità. Sarebbe opportuno stringere l’utile, avere un bisogno nel bisogno ma l’anima non è salvabile, lavabile, fruibile. Da un punto a un altro, deriva di un viaggio avventuroso, l’inizio si presenta nuovamente. Non arrivano avvisi nell’universo presente perché la presenza è un gioco puramente umano. Ogni oscurità è una nostra cecità, ogni presenza è una nostra assenza, ogni pensare è un rammentare. È solo l’inizio, un luogo che ci lascerà, espressione del dimenticare, del lasciare.




"Io ho giocato le mie carte, tu le tue"

Certo perché la vita è un gioco di sicuro: io gioco a poker, ma tu a tre sette. Chi stabilisce chi ha vinto e chi ha perso? Se le nostre azioni seguono regole diverse per giochi diversi, come ci saremmo capiti mai? Come non avrei "sbagliato", se lo avessi poi fatto? Mi dispiace che dalla tua veneranda età non capisca una cosa così semplice: la vita non è gioco, se lo fosse ci saremmo divertiti sempre e non avremmo mai pagato amare conseguenze. "Ha ragione Schopenhauer: il sospiro degli innamorati è in realtà la specie che vagisce. Non esiste la copula, è la specie che bussa. Quelli fottono, la specie batte, reclama il suo diritto a questo basso continuo da fognatura, che è la sorte dell'umano escremento.", scrive C. Bene. Non hai fatto altro che alimentare il vuoto con il vuoto. Per questo la sparizione è necessaria non per me, ma per te: deve arrivare il fondo che io non ti ho permesso di toccare anche stando separati.  Mi hai amato profondamente, disperatamente, ma con l’ego, perché hai scelto con l’ego. Mi hai scelto perché ti piacevo ma anche perché ero stimata da molti. E questo ti faceva sentire importante.
La prima ragazza l’hai scelta perché era il primo amore: ti chiedeva costanza e impegno. Tu sei pigro. La seconda l’hai scelta perché era piccola piccola, affascinante ma anche perché ti amava più di quanto la amassi. E questo ti dava sicurezza e le hai dato quello che tutte vorrebbero: una famiglia. La terza delle tue storie importanti l’hai scelta perché era giusto così, per svariati motivi, imparavi ad amarla. E questo ti faceva sentire onesto ed eroico. E così all’infinito continuerai. 


Mi dicono che 

"Ero una brava ragazza, di quelle che in giro non ne trovi….
Mettevo l’anima in tutto ciò che facevo,soprattutto nell’amare le persone.
Mi legavo subito alla gente, e quando lo facevo era per sempre.
Seria,buona,con un cuore immenso.
Poi arrivano le pugnalate.
La prima e ti rialzi.
La seconda e ti rialzi.
La terza e ti rialzi.
La quarta,e inizi ad essere stanca.
La quinta e inizi a non faccela più.
Cambi.
Ti chiudi a riccio per difenderti da un mondo che sa farti solo male.
Pungi chiunque si avvicini per proteggere l’ultimo pezzo di cuore rimastoti.
Cosa peggiore,smetti di amare e di essere quella che sei.
Smetti di essere.
Inevitabilmente,cambi."
(F. Maneli)




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